Con Linda e Luca ...: Foto Video Posts

venerdì 27 gennaio 2012

Luca guarda il mondo

Nell'ultimo mese Luca è molto cresciuto come comportamento.
Adesso sta sveglio molto più a lungo, ride, vocalizza e gioca.

Ecco alcune sue foto dell'ultimo mese in ordine cronologico inverso.



Appunti 13.

Ancora una volta ...
piccoli commenti.
Durante la giornata sono decine i momenti
che uno vorrebbe catturare. Eccone alcuni.

Ma prima un po' di foto:
foto scattata da Margherita
foto scattata da Margherita
Un minuto di foto e di espressioni

Appunti 13.

"Attendo di uscire"
Dopo poppato,
nelle ore in cui sappiamo che Linda potrebbe stare male con lo stomaco,
usciamo a passeggiare con i bimbi nella fascia e tutto le passa.
Linda di solito si lascia mettere nella fascia
di buon grado
ma finché non si esce di dal portone del nostro edificio
resta vigile a controllare che si esca davvero.
Al primo passo fuori casa
si addormenta.

Dialogo allucinato di due mesi fa.
Riporto un dialogo avvenuto tra me e Maria Carla
un paio di mesi fa.
Io ero in cucina con entrambe i bimbi su di me.
Sottolineo entrambe.
I bimbi si svegliano ed io chiamo Maria Carla
che, per una volta, riposava in camera da sola.

io: Maria Carla !!! E' l'ora !!! Vieni !!!
mc: non posso muovermi, ho linda !!!!!!
io (ridendo tra me e me): vieni con lei !
mc: non posso, l'ho persa !!!!!!!!!!!!!!!!!!
io (ridendo tra me e me): dove l'hai persa ?
mc: nel piumone !!!!!!!!!!!!!!
io (per farle capire che non ha senso quello che dice): tuffati sul piumone !!
mc: non posso, senno la schiaccio
io: allora fai una capriola e buttati di pancia ...
mc: ma no la trovo, non c'è nel piumone !!!!!!!
io: dai, calmati ... non hai mai avuto Linda stamattina ... è qui con me.

Ci ripensavamo ieri per strada e ridevamo come grulli.

Apprendimento inconscio.
Ho la netta sensazione che i bimbi
siano stati stimolati a vocalizzare
stando vicino ai nostri volti quando li teniamo in fascia.
Anche se dormono
evidentemente sentono ed ascoltano
me e Maria Carla che parliamo per ore.

Più bimbi che figli.
So di averlo già detto.Ma lo avverto molto forte.
Mi sembra che il rapporto con i bimbi migliori
se li consideriamo appunto bimbi
piuttosto che figli.
Non so se sia normale o sano,

ma mi sembra che nel considerarli figli
si corre il rischio di dare il rapporto per scontato
perché sarebbe in certo senso dovuto o ovvio.
Nel considerarli bimbi e basta
il rapporto diventa qualcosa da costruire.
La fiducia è qualcosa da conquistare.

"Quand'era piccola"
L'altro giorno mi è scappato detto,
in maniera del tutto naturale,
"quando Linda era piccola ...".
Il fatto è che adesso mi sembra
molto più grande e matura rispetto a prima.
E, sia Luca che Linda, mi sembrano
molto maturi per avere 3 mesi e mezzo di età
e 2 mesi di età evolutiva corretta
(scontando cioè il mese e mezzo di prematurità).

Forma del blog.
Su ciascuno dei piccoli appunti che faccio
avrei voluto scrivere un lungo e dettagliato post.
Con emozioni, commenti, sfumature, sviluppi ...
Ma tutto corre veloce
e questa è la forma che ha preso il blog ultimamente.
E forse è bello anche così.

Sognare.
Immaginate di avere in testa solo immagini vaghe.
Solo concetti vaghi ... e senza nome.
Avete l'immagine vaga di una tetta,
di un essere simile a voi, di un'altro essere simile a voi,
del momento in cui arriva qualcosa da succhiare e passa il dolore allo stomaco ...
Tutte immagini imprecise e tutti oggetti senza nome.
Cosa e come sognate se siete bimbi e le cose stanno così?
Eppure è evidente che sognano. E tanto.
Ed i sogni sono pensieri.

Qualche mese fa.
Fino a qualche mese fà. Sette/otto mesi fà.
Andavo a lavorare a scuola.
Era difficile.
Era impegnativo.
Venticinque ragazzi per varie ore la giorno
con richieste diverse, esigenze diverse.
Mille problemi.
Mille questioni.
Migliaia di dettagli a cui stare attenti nel preparare le lezioni
ed ancora più dettagli nello stare in classe nel rapporto con i ragazzi.

Ora voglio dire due cose:
- Sono stato catapultato in un universo nuovo. Ventiquattr'ore al giorno.
- L'impegno di allora non era niente.

La tetta è proprietà.
Ho scritto tanto sulla tetta in passato.
Non ho detto forse che la tetta è anche proprietà.
Momentaneamente proprietà.
I bimbi l'abbracciano, la tengono, la stringono.
E non è solo per stimolare il latte.
Sembra anche essere senso di appartenenza.
"E' mia. La tengo con me. Finché mi va."

Assunto 1.
Il nostro assunto numero 1
è che le richieste di un neonato
non posson mai essere sbagliate.
Si nasce sani.
Senza nessuna malizia.
Senza nessuna malattia psichica.
Si nasce sani ma in condizioni di benessere molto basso
a causa delle difficoltà da affrontare: fame, sonno, dolori ...
Se un bimbo chiede qualcosa
ha una precisa ragione per chiederlo
ed è più capace di noi adutli nel valutare
che si tratta di una vera esigenza utile a crescere bene.
Ripeto: le richieste di un neonato
non sono mai sbagliate.
Rispondere alle richieste di un neonato è sempre sano.
Il difficile può essere capire cosa sta chiedendo.
Ma a tentativi col passare dei mesi ci si riesce quasi sempre.
Bisogna accettare di entrare nel loro mondo
fatto di nessi, di immagini, di sensazioni, ...
di sogni, di dolori, di sorrisi, ...








giovedì 26 gennaio 2012

Appunti 12


Ancora appunti ...
forse riuscirò a mettermi in pari.
Scrivo di notte come sempre
e non riesco a mettere tutti i dettagli di forma e di contenuto che vorrei.
Però i pensieri sono li.

"Ahhohh" ... "Nghé" ...
Il loro imparare a produrre dei suoni con la voce.
La curiosità, la voglia, la gioia, l'interesse, l'impegno,
che ci mettono.
La timidezza. L'eccitazione.
La felicità quando ci riescono,
l'attenzione quando ascoltano.
I sorrisi quando festeggiano le loro stesse conquiste.
Tutto questo è tra le cose più belle
che sono venute fuori fin'ora.
Mi emoziona profondamente.



Caos.
Continuavo a cercare di uscire dal caos.
Dal caos prodotto dai bimbi.
Continuavo a cercare un percorso lineare
in cui si capisce tutto quello che sta succedendo.
Immaginavo che una volta raggiunto
tale stato di calma
e una volta raggiunto un processo lineare di crescita
avrei potuto godermi i bimbi a pieno.
Avrei vissuto a pieno il loro essere bimbi.

Poi piano piano ho accettato che non era possibile.
Ho accettato di essere più elastico,
meno lineare, meno razionale,
meno esigente con me e con loro,
più disposto ad accettare la casualità ed il caos.
E mi sembrava di stare rinunciando alla
possibilità di godermi a pieno quello che loro sono.

Poi d'un tratto mi sono reso conto
di una ovvietà.
Nell'apparente caos, nell'apparente casualità,
nei processi a noi non comprensibili
ci sono i bimbi per quello che sono davvero
e nell'accettare tutto ciò
me li stavo già godendo per i bimbetti che sono.
Ci stavo già dentro.



Molto diversi. "Ahhohh" anche io.

E' ovvio ed evidente ormai.
Ma voglio ridirlo.
Luca e Linda sono molto diversi.
Come aspetto, basta vedere le foto.
Come comportamenti.
Questa estrema diversità tra di loro
rende le cose molto interessanti.
Questa estrema diversità è divertente e stimolante per noi.
Ed è molto stimolante per loro.


Recentemente Luca ha imparato
a ripetere "ahhohh" e "nnghè".
Linda sembrava disinteressata all'inizio.
Poi ha iniziato ad ascoltare incuriosità e perplessa.
Un po' di nascosto.
Poi ieri,
senza preavviso,
in una pausa del biberon,
se n'è uscita anche lei con un chiaro "Ahhohhh !!!".



Pianto ed ansimare.
Il pianto e l'ansimare di un bimbo
riescono in certi momenti
a trasmettere un forte stato di ansia.
Bisogna davvero sentirsi tranquilli e puliti
per evitare di diventare ansiosi
difronte ad un bimbo che piange.

Quando Luca piagnucola
perché non riesce a dormire
mi diventa impossibile scrivere.

Senza più volermene.
Sento che non posso più volermene per qualunque mio errore del passato.
Sento che non c'è nulla di cui dovrei vergognarmi.
Perché il passato è diventato passato.
E' un ricordo.
E' andato via.
Non può tornare adesso che tutto è cambiato.

Il passato è passato.
Come è normale che sia.

Ai dinosauri.
Ai professorei che sono rimasti al 1800
come modo di fare scuola
e come modo di pensare i bambini ed i ragazzi.
Ai professori che negano che
una scuola diversa sia possibile,
che negano che una scuola migliore sia possibile,
dico che dietro a chi pensa il contrario
c'è ricerca, c'è sperimentazione, ci sono risultati.
Ai professori dinosauri
dico che stanno per estinguersi.

Dimensioni.
Ho fatto molte foto ai bimbi in questi mesi.
Ultimamente un po' meno
perché la luce è peggiore ed è diventato più difficile trovare i momenti adatti.



- La fotografia mette in due dimensioni il nostro mondo a tre dimensioni.

Per fare una buona foto
bisogna scegliere qualcosa che si presti ad essere messo in due dimensioni.
Bisogna scegliere l'angolazione giusta dalla quale
il soggetto fotografato si presta ad essere appiattito meglio,
ossia in maniera più armonica.
Bisogna allinearsi con i naturali assi e piani di simmetria dell'oggetto.

Ci vuole poi uno sfondo pulito che non confonda la lettura
del soggetto in primo piano e ci vuole una buona luce.

- I bimbi (e gli animali in genere) sono in grado di percorrere il processo inverso:
vedono immagini bidimensionali e ne interpretano gli oggetti rappresentati
come oggetti tridimensionali.
E' un processo per nulla banale che
richiede ai piccoli vari mesi per essere affinato.
In questo momento per Linda e Luca
questa capacità di interpretazione del mondo
sembra molto migliorata.

- Simultaneamente c'è qualcos'altro che diventa sempre più tridimensionale.

Se vediamo un volto possiamo
in primissima istanza approssimarlo con il triangolo
formato dagli occhi e dalla bocca come vertici.
E' grazie a queste caratteristiche fondamentali che
i bimbi iniziano a riconoscere i volti.
Il triangolo è un oggetto bidimensionale.
Ma ben presto il triangolo diventa un tetraedro (ossia una piramide a base triangolare),
in uno spazio tridimensionale,
grazie al fatto che la mente
costituisce ben presto per i bimbi
un quarto vertice non visibile ma intuito.

- Un processo simile da due dimensioni a tre dimensioni
avviene tra contatto di pelle ed ascolto della voce.
Per molte settimane da parte dei bimbi
la percezione del mondo avviene in gran misura
grazie al contatto di pelle, o attraverso i vestiti.
Poi piano piano il corpo di chi li accudisce
acquista volume via via che i bimbi affinano la capacità di ascoltare
con precisione la voce e le parole.

Credo ci sia ancora molto spazio
per ragionare dietro a questi processi
e che farlo potrebbe essere molto interessante.

Pavlov sono loro.
Luigi mi ha fatto osservare che
nell'accudimento dei bimbi
le teorie di Pavlov sono perfettamente esatte
ed applicabili.
I bimbi giocano il ruolo di pavlov
ed io e Maria Carla siamo quelli che vengono
sempre più sottoposti all'apprendimento di riflessi condizionati.
Ad ogni tipo di pianto abbiamo
imparato ad associare la risposta esatta
ed a farlo nel minor tempo possibile.

Per Linda, quella grande.
Linda quella grande è appassionata di neonatologia.
Seriamente appassionata.
Allora io l'anno scorso avevo suggerito
di interpretare il suo nome LINDA come sigla:
Linda Imparerà Neonatologia Da Adulta.
Giocando con questa idea avevamo fatto anche GUZMAN:
Guzman Usa Zuccherosi Metodi Alternativi Nuovi.

In 4.
A volte mi rendo conto
che tutt'a un tratto siamo QUATTRO.
Con le gioie, i problemi e le difficoltà
di quattro persone
che devono vivere, mangiare, dormire, passeggiare ...
fare tutto insieme.

Tempesta.
Ci sono stati periodi, e forse ci saranno ancora,
di tempeste ormonali e tempeste umorali.
Di paure profonde, di preoccupazioni.
Momenti in cui uno si rende conto
dell'enorme responsabilità:
la loro crescita, il loro sviluppo,
il loro benessere psichico,
la loro stessa vita ... nelle nostre mani.


Fare la mamma.
Con questo fatto che sono gemelli
ho avuto modo di fare in qualche modo la mamma.
Faccio tutto a casa per i bimbi.
Ventiquattt'ore su ventiquattro.
Tranne allattare al seno ovviamente.
E, sarà anche il fatto che sono un uomo,
ma non credo che sia per quello,
devo dire che fare la mamma è un mestiere
davvero impegnativo.
Devo dire brave alle donne che riescono
a essere buone mamme.

Ruolo del padre.
In qualche modo sta emergendo piano piano
anche il mio ruolo di padre.
Non mi è ben chiaro ancora cosa e come sarà
questo ruolo, ma avverto che sta emergendo.
Lo avverto quando Luca e Linda
mi riconoscono come colui atto a mostrare loro
la casa ed il mondo ...
Mi chiedo cosa diventerà questo ruolo ...


Negretta.
Linda, a me, sembra una negretta o forse una scimmietta.
Scura di capelli, pelle ed occhi.
Con una certa peluria sulla schiena.
Mi piace questo fatto.

Insisto.
Avverto che il mondo dei bimbi
è un mondo che viene percepito come troppo lontano e troppo sconosciuto
dalla nostra cultura.
C'è sempre l'idea che i bimbi
piano piano devono adeguarsi al mondo ed ai pensieri degli adulti.
A me piace provare in tutti i modi
ad essere io a dovermi adeguare al loro mondo.
Ai loro pensieri oltre che alle loro richieste ed esigenze.

Se fossi perfettamente sano.
In passato mi capitava
di pensare "se fossi perfettamente sano dal punto di vista psichico,
in questa situazione farei così". E poi non riuscivo a farlo.
Adesso penso ... "beh ... se farei così ... allora facciamolo".

Difesa.
Continuiamo, io e Maria Carla,
ad avvertire il nostro ruolo di leoni riguardo alla difesa dei bimbi.
Forse siamo iper-protettivi,
ma quando avvertiamo interferenze che non ci piacciono
viene ancora fuori il leone.

martedì 24 gennaio 2012

Socialità e vocalizzazione


In questo periodo Luca e Linda sono interessati dalla socializzazione
e dalla vocalizzazione.
Quando capita l'occasione gli piace a tutti e due
stare in braccio ad amici ed osservare volti nuovi.
Luca ha anche scoperto un gran metodo per interagire
con le persone nuove: giocare a ripetere "ahhohh" oppure "nnnghè".
E' diventato bravo.

La registrazione è di qualche giorno fa.
Alzate il volume.



Eccolo mentre interagisce con il mio amico Giacomo:


Non si parla dei pensieri

Ci sono libri.
Ci sono incontri.
Ci sono trucchi.
Ci sono soluzioni.
Ci sono attrezzature di ogni tipo.
C'è tutto in giro per i bambini piccoli.
Tutto dal punto di vista materiale
o al limite dal punto di vista fisiologico.
Ma.

Ma non si parla dei pensieri.
Non si parla dei pensieri dei bimbi piccoli.
Non si raccontano le dinamiche che avvengono nella loro mente.
Non si interpretano gli effetti delle dinamiche che avvengono nella loro mente.

Questa è la mia sensazione.
Non si parla in giro dei pensieri dei bambini.
Non li si conosce.
Non si sanno interpretare.

E perché?

Per due motivi:
- c'è una diffusa cultura che dà valore di pensiero
solo al pensiero verbale dal quale restano esclusi i pensieri dei bimbini piccoli.
- c'è una diffusa cultura che dice che il dentro degli uomini,
a lasciarlo libero, è pericoloso e che esseri umani si diventa davvero
solo quando arriva la ragione a contenere il mostro (vedi post precedente).

Brutta cultura. Davvero brutta.

E quando uno ha a che fare con i bambini piccoli
si sente solo e sperduto perché
in giro non è diffusa, anche se esiste,
una precisa teoria sull'insorgere della realtà psichica negli esseri umani
e sulle dinamiche psichiche dei bambini piccoli.

guzman.



Ciao Giovanna,
grazie per il tuo commento di ieri.



lunedì 23 gennaio 2012

Il Colombre

Ho parlato più volte di questa storia del "mostro".
Oggi che non ho foto
voglio ritornare a parlare del mostro ...
perché è importante, quando si ha a che fare con i bambini,
avere delle idee precise su quello che è la realtà umana.
Ne parlerò in una serie di post.
_______________________________



Dicono in molti che dentro agli uomini c'è un mostro.
Dicono in molti che dalle profondità sconosciute degli uomini risalgono solo mostri.
Sono mille, due mila anni che in molti sono convinti che il dentro sconosciuto degli uomini sia mostruoso.
Che a lasciare gli uomini liberi viene fuori solo malvagità, cattiveria, distruzione.

Il dentro degli uomini è un mare immenso.
Il dentro degli uomini è un mare profondo.
Il dentro degli uomini è un mare quasi sempre sconosciuto.

E nessuno è mai andato a vedere cosa c'è.
Nessuno, o quasi, ha mai lasciato emergere il dentro profondo per vedere se è vero che ci sono solo mostri.
Nessuno, o quasi, ha mai avuto il coraggio di affrontare il dentro oscuro e scoprire come è fatto.

"C'è un mostro"
"Non si può affrontare"
"C'è solo la malvagità e la follia"
In fondo al mare del complesso animo umano c'è il colombre.

Ed il colombre, il mostro delle profondità marine, cercava di emergere.
Di dire la sua.
Di venire fuori a raccontare una storia diversa.
Di portare su dalle profondità dello sconosciuto dentro degli uomini, la calma e la gioia di vivere.

Il colombre mostruoso insegue gli uomini nella speranza di consegnare la perla più bella.
La perla delle perle.
La perla del benessere psichico.

Ma le dicerie millenarie,
dicevano ancora che il dentro degli uonmini è malato.
Che il dentro degli uomini è solo malattia.
Che il dentro degli uomini va represso.
Che il dentro dei ragazzi è solo caos se si prova ad affrontarlo.

Stefano, personaggio di una storia di Buzzati, diventato vecchio, affronta il colombre.
Glielo deve.
Deve rispondere in qualche modo all'ostinazione del colombre che l'ha seguito per 50 anni.
Che ha provato a raggiungerlo per 50 anni.

E quando finalmente lo affronta,
scopre troppo tardi che il colombre mostruoso ...

Non era malvagio.



guzman.

__________

Il colombre é una breve storia di Dino Buzzati.
Io trovo che si tratti di una storia bellissima
(chi non la conoscesse la trova nel link).

Ho conosciuto questa storia di Buzzati grazie
a Carolina che saluto con affetto.
Ciao Carolina.

___________


Devo molto di quello che sono e del mio modo di pensare la scuola e gli esseri umani
ad un mio professore di filosofia, del quale sono poi diventato molto amico.
Ciao Fulvio.

guzman.

sabato 21 gennaio 2012

Appunti 11

In questi giorni è più difficile fare foto e scrivere.
I bimbi riescono molto difficilmente a dormire da soli
ed hanno ridotto la durata delle poppate al seno,
per cui sono rari i momenti in cui posso stare al computer.

Comunque sia, le cose vanno bene,
è tornata la calma pare dopo alcuni giorni di agitazione
di cui raccontavo nell'ultimo post.

Se non sarò interrotto proverò a scrivere una serie di appunti.
Non avrò probabilmente il tempo di scriverli nella bella forma che vorrei.

Linda con la penna, 16 Novembre

Luca con la penna, 21 Gennaio

Pavlov.
Come saprete Pavlov ha studiato il condizionamento degli animali
ed i riflessi condizionati.
Pavlov per altro era un matematico in realtà come formazione
ed odiava la psicologia.
Ora, per dirla tutta, io sto odiando Pavlov.
Giustissime le cose che dice. Interessantissime. Non dico di no.
Perfette per ammaestrare un cane.
Ma non sopporto il pensiero di vedere affiorare meccanismi pavloviani
nell'accudimento dei bimbi.
Mi piacerebbe pensare che i bimbi sono guidati da pensieri, affetti, pulsioni
e non banalmente da riflessi condizionati appresi.
Se l'accudimento dei bimbi ed il loro sviluppo
fosse strettamente legato ai riflessi condizionati
allora tutto diventerebbe per me un campo minato.
Perché tutto quello che uno fa,
tutto i meccanismi ripetitivi che uno crea involontariamente,
finirebbero per creare dei riflessi condizionati nei bimbi
che avrebbero più valore di qualunque altro insegnamento
che uno cerca di proporre.

Voglio ancora pensare che negli esseri umani
il pensiero autonomo e l'identità personale
fanno la differenza e che perciò
più che Pavlov conta il rapporto.


La scuola mi ha un po' allenato.
Da vari anni ormai insegno a scuola.
Ed ho imparato che i progressi nei ragazzi sono lenti.
Ho imparato che bisogna investire molto e seminare molto
e poi, con estrema calma, vedere se nasce qualche frutto.
In questo la scuola mi aveva un po' allenato
alle dinamiche di rapporto e di crescita con i bimbi.
Tuttavia con Linda e Luca
avverto ancora di più la necessita di investire molto
ed aspettare con ancora più calma.
Credo che se non avessi avuto l'allenamento della scuola
sarebbe stata ancora più dura.
Sono contento che tutto l'impegno ed il lavoro fatto a scuola
abbiano un valore anche adesso per me.

Apprendere nel caos.
Dalla scuola ho imparato anche che l'apprendimento
e la crescita seguono strade tutt'altro che lineari.
I bambini apprendono nel caos.
Anche laddove gli stimoli non sono chiari e puliti,
anche laddove lo stimolo non è isolato,
anzi proprio in tali condizioni,
i bambini massimizzano il loro apprendimento.
Siamo noi adulti che abbiamo bisogno di isolare gli stimoli,
separare le variabili, per farci un'idea precisa
e quantificare l'apprendimento.
Se rinunciamo all'idea balorda di quantificare l'apprendimento
ed all'idea balorda di dare voti,
i bambini imparano molto di più.

Tamagochi.
Talvolta camminando per strada penso
alle cose da fare, alle scelte da prendere,
alle mosse giuste da eseguire.
Talvolta rischio di viverla troppo come
un tamagochi.
Per fortuna adesso questa sensazione sta passando.

Elasticità.
La sensazione di avere a che fare solo con meccanismi
di riflessi condizionati pavloviani sta passando.
La sensazione del tamagochi sta passando.
E' arrivata una maggiore capacità di recuperare energie psichiche e fisiche.
E soprattutto è arrivata una maggiore elasticità.
Ci siamo resi conto che non è possibile
cercare di fare tutto senza nessun errore,
cercare di fare tutto senza farli mai piangere,
e prendersi la colpa per ogni piccolo pianto dei bimbi.
E' arrivata, per forza di cose,
la sensazione forte che dobbiamo essere un po'
più elastici ed un po' più tranquilli
nel giudicare noi stessi.
In questo modo ci guadagnamo come calma,
rilassatezza e nel rapporto con i bimbi.

Storie vecchie.
Finché non c'erano i bimbi,
un milione di storie vecchie continuavano a ripetersi nella mia vita.
Non riuscivo a scrollarmi di dosso tanti modi di fare
e tanti rapporti che non mi piacevano
ma dai quali non sapevo separarmi per mie paure e bisogni.
Adesso che ci sono i bimbi
tutte le storie vecchie sono ormai storie lontane.
Non solo, molti modi di fare 
di cui non mi ero accorto in precedenza 
sono diventati adesso storie vecchie e superate.
Grazie bimbi.

Momenti di stacco.
Quando capita, raramente, di essere lontano dai due bimbi,
o anche lontano da uno solo dei due,
sento che mi si attiva la mente
con milioni di nuovi pensieri.

Disegni in collaborazione dell'anno scorso.
L'anno scorso abbiamo fatto più di 700 disegni in collaborazione in rete
con alcuni ragazzi della Prima F.
Linda (di scuola), appassionata di neonatologia,
aveva disegnato anche vari bimbi piccoli
anche dopo la notizia che Maria Carla era incinta:
bambino in pancia, disegno di Linda (qualla grande)
disegno di Linda in stile Anne Geddes ...

Disegno mio e di Linda ...
che non c'entra con i bimbi ...

Sono stato interrotto continuerò la prossima volta ....

Primi Esami


Dunque.
Sono stati giorni piuttosto impegnativi.
Non abbiamo ben capito perché ma i bimbi erano piuttosto agitati.
Probabilmente per vari motivi.
Avevano un po' di raffreddore ed hanno dovuto fare una serie di visite mediche.
Tre giorni fa hanno fatto il vaccino per la gastroenterite
(ce l'ha consigliato la pediatra) e crediamo che li abbia un po' innervositi.
Due giorni fa hanno avuto il primo controllo neuroevolutivo.
E' andato bene, è stato anche molto bello ed interessante,
ma in qualche modo è stato anche quello uno stress.
Per una quarantina di minuti ciascuno dei bimbi è stato valutato
in tutte le sue capacità neurologiche, fisiche e psicologiche.
A me e Maria Carla, abituati a sostenere esami all'università,
sembrava di stare facendo un altro esame.

E' significativo notare che i bimbi venivano considerati,
ai fini dell'esame neuroevolutivo, come bimbi di un mese e tre settimane,
perché indipendentemente dal fatto che sono nati prima,
lo sviluppo celebrale si calcola a partire dalla data prevista del parto.
Questo aspetto ci faceva rendere meglio conto del fatto
che l'impegno a cui siamo stati chiamati è stato effettivamente
grande perché per quasi due mesi le loro capacità
non raggiungevano quelle di un bimbo nato a termine
[ed a ciò si aggiunge il fatto che sono due].

Infine, ieri abbiamo avuto un lungo incontro con la nuova pediatra
(l'altra si era ripetutamente mostrata disattenta ed incompetente).
Abbiamo raccolto moltissime informazioni utili
che ci costringono a rivedere molti aspetti del rapporto con i bimbi
o semplicemente molti dettagli materiali delle varie procedure,
ed abbiamo potuto costatare, con grande sollievo,
che grossi errori non ne abbiamo fatti.
La cosa ci ha rincuorati e dato forza e fiducia.


Ed io sono contento di continuare con il blog.
Mi dispiaceva non aver trovato il tempo ieri notte,
ma ero proprio allo stremo delle mie energie psico-fisiche.
Ho ancora tante cose che voglio raccontare ...
Come gli ahhhooo di Luca.







venerdì 20 gennaio 2012

Niente post oggi

Niente post oggi.
Notte troppo impegnativa.

ciao,
a domani,
guz e mc.

giovedì 19 gennaio 2012

La mamma

Ci stavamo abituando a dei ritmi più tranquilli e regolari ...
ed invece ieri notte è stata una notatta impegnativa.
Stanotte è andata meglio.

Prossimamente,
oltre a mettere nuove foto dei bimbi,
voglio raccontarvi come ci siamo conosciuti con Maria Carla ...



Con i bimbi ...




mercoledì 18 gennaio 2012

Oh Linda ...

Linda di solito dorme molto bene.
Ma stanotte non riesce a dormire.
Forse per un po' di raffreddore che le tappa il naso,
o forse perché ha digerito male ...

Si calma solo se io la cullo in braccio camminando.

... ed io la cullo e cammino da ore ...

Fine del post.

martedì 17 gennaio 2012

Un anno fa

Un anno fa,
collegato in chat con Linda, Federico e Samuele,
facemmo questo disegno in collaborazione
che mi piace tanto
e che mi racconta tante cose ...
sul rapporto uomo donna,
sulla vitalità dei bambini,
sul fare insieme.

Mi va di rimetterlo.

Uomo e Donna

Quest'anno abbiamo a casa
un ometto e una signorina in miniatura.



ieri abbiamo fatto un altro lungo giro in città:
3 ore, 12km:


lunedì 16 gennaio 2012

Ho visto una donna - La Caldaia - Appunti 10


Ho visto una donna.
Ho visto una donna.
L'ho guardata a lungo negli occhi.
Aveva tutta l'aria di una donna forte.
Tenace, resistente, ostinata.
Sicura nelle sue decisioni,
convinta delle sue idee,
diretta nei suoi modi di affrontare la realtà.
Era decisamente una bella donna.
Ma ad essere sincero ho visto solo gli occhi
di questa donna.
Ho visto solo i suoi occhi verde scuro.
Poi mi sono voltato per un attimo
e quando mi sono girato di nuovo
al suo posto c'era una bambina.
Altrettanto bella
ed altrettanto sicura di se
ma che farà della sua vita ciò che vorrà.

guzman



La Caldaia.
Col freddo la caldaia a volte si blocca come misura di sicurezza.
Sono in terrazza e sto facendo l'operazione necessaria a riavviarla.
Sono li, solo ed al freddo.
E nel fare il gesto di riavviare la caldaia,
nel momento in cui giro con la mano una vitina la sotto
come ho fatto mille altre volte,
per un attimo fugace rivedo me stesso
per quello che ero prima.
Quello che ero prima dei bimbi.

Ero diverso.
Ero un altro.
Avevo un'altra vita.
Tutto è cambiato adesso.
Tutto è stravolto.
Adesso non sono mai solo.
Adesso non sono mai al freddo.
Neanche in terrazza d'inverno.

Non è rimasto niente di quella vita precedente
salvo forse il gesto per regolare la vitina della caldaia
ed il rapporto con Maria Carla.

Murales.





Sbavature.
Mi accorgo adesso che il post "Appunti 5"
non è mai esistito. L'ho inavvertitamente saltato.
Potrei correggere i numeri.
Ma non lo farò.
I piccoli errori e le piccole sbavature
sono fisiologiche quando si ha a che fare
con due bambini giorno e notte.
In qualche modo i piccoli (o grandi) errori
sono anche sani
perché lasciano spazio ad idee,
variazioni, possibilità future ...
Un po' come i piccoli errori genetici
che insieme alla selezione naturale
rendono possibile l'evoluzione.

Sincero.
Metto me stesso in questo blog.
Molto sinceramente.
Anche nei momenti delicati.
Anche negli errori.
Anche nelle crisi.
Credo che essere il più possibile sincero
sia una specie di terapia
e renda possibile la ricerca.
Laddove la realtà viene manipolata
la ricerca finisce.
L'unico caso in cui mi sono, mio malgrado, dovuto contenere
è quando le mie parole avrebbero potuto ferire qualcuno
perché non mi piace rendermi cattivo.
Ma anche quando dire tutto era difficile
ho lasciato intuire il più possibile
per non mettere ostacoli alla crescita.

Esponenziale.
Mi capita spesso di stare scrivendo degli appunti
e di trovarmi ad avere mille altre idee su argomenti
di cui vorrei scrivere ...
Prendo allora nota da una parte e mi rendo conto
che per ogni nota che sviluppo
ne compaiono altre tre da sviluppare.

Ricomporre i cocci.
Questo blog non serve solo a raccontare il presente bello con i bambini.
Ma anche a ricomporre i cocci di una vita.
E' necessario per me ricomporre l'immagine di ciò che è stato il passato.
E' necessario per me riuscire adesso ad andare oltre.
Per superare i blocchi e
non avere ostacoli nel rapporto con i bimbi.

L'estate scorsa, quando ancora i bimbi non c'erano,
ero passato invece attraverso la fase
di ricomporre l'immagine interna della casa.
Sembrava una mera opera di organizzazione
per l'arrivo dei bimbi
ma era in realtà un'opera di riorganizzazione
mentale di quella che è l'immagine di questa casa
ossia di quello che è il rapporto tra me e Maria Carla.

Nessi.
E' arrivato il momento di fare nessi.
Nessi, collegamenti, voli e ponti.
Tra le varie idee che passano per la mente.
Tra le varie immagini che affollano la mente.

E mi viene da pensare che tutta questa attività
di fare nessi potrebbe essere parallela
all'attività di formazione di connessioni
che sta avvenendo nella mente dei bimbi.
Come se il loro fare connessioni,
unito al mio cercare di essere recettivo nei loro confronti,
mi portasse a mia volta a fare connessioni tra idee ed immagini.
Avere idea di quello che sta avvenendo nella testa dei bimbi
e lasciarsi trasportare ad affrontare questioni simili
mette nelle condizioni di provare a costruire un'intesa profonda.
Mette in condizioni di essere capaci di interpretare
la loro realta e le loro comunicazioni anche velate.

Fotografare.
- Dicevo che con questo blog ricompongo i cocci di una vita.
Rivedo le cose fatte. Abbandono quelle fallite.

- Tra le cose riuscite del passato c'era il fare fotografie.
Che è ritornato adesso con vigore negli scatti fatti ai bimbi.


- Il gusto per la fotografia era nato con una fidanzata di molti anni fa ...

- Ecco alcuni miei scatti di allora
(ne metterò altri se capita):