Con Linda e Luca ...: Foto Video Posts

venerdì 17 maggio 2013

Io da bambino ...

Io da bambino:




Per chi vuol vedere Maria Carla da bambina ...

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Theresa, una simpatica ragazza australiana, ci aveva fatto delle foto a dicembre, in viaggio in treno.
Questa è una di quelle che ci ha inviato. Grazie Theresa ! :D

Foto fatta da Theresa, dicembre.

lunedì 13 maggio 2013

Da Linda grande.


Siamo andati alla festa di compleanno di Linda grande (la mia ex-alunna).
Linda e Luca se la sono spassata con i giochi, il gatto, il parco, e gli intrattenimenti vari
di Linda grande e le sue amiche.
Siamo stati davvero bene.

Non ci siamo fatti mancare neanche un po' di ricerca di insetti ed animali vari
e Linda e Luca hanno voluto assaggiare la bava delle chiocciole.
Pare non gli sia dispiaciuta.

Ciao Linda (grande),
grazie del pomeriggio,
a presto.

Ecco
le foto, fatte da Linda (grande):




alla ricerca di insetti




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Questa è invece una foto di qualche giorno fa, alle prese con le formiche
e gli insetti forbice nel parco:


lunedì 6 maggio 2013

Walking in Florence

Un certo Andrea Cilento ha fatto un video dal titolo "Walking in Florence" nel quale ci siamo anche io e Linda:

(Siamo al minuto 6:05)


Mi pare che siamo venuti bene :)

ciao,
guzman.

sabato 4 maggio 2013

Onde lunghe.

I pensieri fluiscono più lenti.
E' passato il periodo dell'adrenalina.
E' venuto il periodo della tenuta, della calma, della bontà, della continuità.
Le onde delle trasformazioni sono onde più lunghe. Dal respiro più ampio e profondo.

Di giorno riesco ancora ad avere barlumi di lucidità
che mi dicono cosa mi piacerebbe raccontare dei bimbi e come raccontarlo.
Ma la sera, nell'unica ora veramente un po' più libera,
la lucidità lascia il passo al sonno e tutto si annebbia.

Racconterò però dei movimenti di fondo che stanno avvenendo
e di alcuni dettagli.

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Luca ama la chitarra e gliene abbiamo comprata una.
Passa le ore a suonarla.
E' bellissimo vederlo seduto con la sua chitarra in mano.
Sembra un figlio dei fiori.
Ama anche cercare gli insetti nel parco
e passiamo le ore a fare buche per terra per vedere se ne troviamo qualcuno.



Piccola nota.
Di solito troviamo vermi, millepiedi, insetti pallina, forbici ...
ma una volta abbiamo trovato uno di questi:



Faceva impressione anche a me per l'aspetto e le dimensioni,
poi un signore mi ha spiegato che si trattava di una larva di cervo volante.


Linda ama le parole ed i disegni.
Dice tantissime parole, ripete tutte quelle che sente e finge di comporre frasi.
Sa riconoscere e nominare vari colori: rosso, blu, verde, giallo, arancione, marrone, viola ...
Tiene la penna in mano come un adulto
e fa ghirigori con molti dettagli.
E' in grado, su richiesta, di disegnare un cerchio o una molla.
Continua ad adorare le arrampicate estreme ed è testarda come un mulo.



Entrambe fanno giochi sempre più complessi ed attività sempre più elaborate.
E' arrivato il momento di fare ancora più esperimenti.

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La città è il nostro parco giochi.
Abbiamo abbandonato il passeggino e camminiamo insieme in tutte le strade.
I negozi, i lavori in corso, gli oggetti sul cammino sono attrazioni infinite
e diventano momenti di esplorazione e crescita.

Il linguaggio verbale diventa tutt'a un tratto riduttivo ed insufficiente
per descrivere la ricchezza del mondo.
Meglio vedere, toccare, provare.

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Ed a proposito di linguaggio, un pensiero sulla matematica.
E' possibile insegnare a contare ai bambini fin da piccoli.
Ma la cosa non ci interessa più di tanto.
Non è imparando a contare che si stimolano le capacità di astrazione.
E' molto più significativo, per esempio, lavorare sulle analogie.

Una cosa che facciamo spesso è quella di alterare il linguaggio pur
di sottolineare le analogie. Per esempio: le zampe degli animali
si chiamano per noi, piedi, per sottolineare la corrispondenza di strutture
tra certi animali e gli esseri umani. Ci sarà tutto il tempo di introdurre il termine "zampe" in seguito.
E' incredibile come la struttura comune di tutti i discendenti dei tetrapodi
sia chiara immediatamente ai bambini.
Qualche volta ci siamo spinti a chiedere dove sono i piedi, gli occhi, la coda
di una macchina o di una moto. Ed il bello è che sanno rispondere:
ruote, fanali e parte posteriore.

C'è più matematica in questo tipo di astrazioni
che nell'imparare a contare fino a 3.

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ciao,
guzman.





sabato 27 aprile 2013

Negativismo.

"Scende la pioggia ma che fa ..."
Ed io ballo e lei si arregge e si abbraccia.

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Ok, il mondo può essere brutto e cattivo talvolta, pensavo,
ma non fa niente, gli esseri umani, ed in particolare i bambini, sono buoni e belli.

Ok, gli esseri umani si ammalano e diventano brutti e cattivi talvolta, pensavo,
ma non fa niente, i bambini sono sempre buoni e belli
ed io sono sempre andato d'accordo con i bambini.

Con queste premesse e con un anno di fatica nell'affrontare le difficoltà dei bimbi
sono andato in contro al negativismo sfrenato dei bimbi nel secondo anno.

Non me l'aspettavo così duro, così apparentemente violento, così ostinato.
Così prolungato, così impenetrabile, così scostante.
E mi ci sono ammalato. Si, in tutta onesta, mi ci sono ammalato,
perchè, appunto, potevo accettare il cattivo del mondo,
il brutto degli esseri umani malati,
ma non avevo mai calcolato la durezza del negativismo del secondo anno.

Interpreto. Non ho potuto, io bimbo di due anni, sfogare il mio negativismo
perché i miei genitori non c'erano ed allora forse non avevo memoria inconscia
di questa fase. (Ho invece chiara memoria cosciente del negativismo
adolescenziale che mi dicono essere molto più violento
se non è venuto fuori quello del secondo anno di vita).


Adesso il negativismo comincio a capirlo, addirittura ad apprezzarlo.
E' una presa di posizione decisa. Che dice "Io sono, indipendentemente da quello che sei e fai tu".
E' una presa di posizione sanissima. E segno di identità.
Identità personale che non necessita di identificazioni
che rifiuta il bisogno di identificazioni proiettate.
"Io sono, e faccio come voglio io".
"So sbagliare da solo".
"Non ho bisogno di consigli".
"Non ho bisogno di modelli".
"Non ho bisogno di strade predefinite".
"Non sono qui per farti contento ma per fare quello che voglio".


Ok, avete ragione bimbi,
siete sempre belli ed intelligenti.





sabato 20 aprile 2013

QUANTO ?

Alcune, solo alcune cose riesco a raccontare.



QUANTO ?

Quanto sei buono.
Cosa hai dentro.
Quanto sei corente.
Quanto sei pulito.
Quanto sei libero da pulsioni caotiche.
Quanto sei bisognoso.
Quanto sei libero dal bisogno.
Quanto sei libero da pulsioni aggressive.
Quanto sei distruttivo.
Quanto sei propositivo.
Quante occasioni offri.
Qunato ascolti.
Quanto ricordi.
Quanto ascolti il linguaggio degli affetti.
Quanto ascolti il linguaggio del corpo.
Quanto sei isterico, nevrotico, angosciato, ansioso bramoso ...
Quanto invece sei calmo, disponibile, paziente, fiducioso, sicuro, ...

Fondamentalmente.
Quanto sei sano,
sano nei tuoi pensieri

Questo vogliono sapere i bimbi 
nel loro secondo anno di vita.
E sono disposti a tutto per testate e conoscere questi aspetti.

C'è il suo bello.
Ma spesso è molto impegnativo.
Ci sto prendendo la mano.
Un poco per volta.



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Apprendimenti



Come apprendono.
I bimbi apprendono in modo non lineare e non strutturato.
I bimbi apprendono anche dalle informazioni errate e parziali.
I bimbi apprendono a contatto col mondo.

Camminando si impara.
Adesso che i bimbi camminano
abbiamo smesso di usare il passeggino (da un mese circa).
Per spostarci li facciamo camminare.
Quando non ce la fanno li prendiamo sulle spalle,
oppure nel marsupio sulla schiena, oppure prendiamo l'autobus
(con l'arrivo della primavera forse attrezzeremo anche le bici).

La cosa più divertente di questo periodo e portarli a camminare ovunque 
e lasciarli liberi di andare dove vogliono. 
(Qua nel centro di Firenze è comodo il fatto che è tutta zona pedonale).

Stiamo conoscendo letteralmente decine di negozi e ristoranti
perché i bimbi entrano ovunque e frugano ovunque.
(si sono anche fatti regalare varie cose da mangiare e non :) )

Vagano, toccano, guardano, osservano, decidono.
In totale libertà ed autonomia.

Sono convinto che questa libertà e questo contatto con il mondo,
senza nessuna costrizione, apportano apprendimenti importanti.
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Aggiungo come commento che di solito
tendono a non separarsi troppo Linda e Luca.
Nei casi in cui si separano ci separiamo anche noi per seguirne uno ciascuno.



giovedì 11 aprile 2013

Un anno e mezzo

Ieri i bambini hanno compiuto un anno e mezzo.

Mi è ancora difficile scrivere frequentemente per raccontare fatti e pensieri.
Abbiamo dovuto affrontare molti problemi, materiali e psicologici. Dei bimbi e nostri.

Quello che più di tutto mi sento di dire
è che se il primo anno dei bimbi è difficile,
il secondo anno è difficilissimo.
E lo è in particolare nel caso di due gemelli prematuri.

Da neonati sono passati ad essere bambini.
Stanno affrontando di petto questioni riguardanti
l'autonomia, la socialità, il rifiuto, la separazione, l'indipendenza.
E tutto questo crea una forte, e probabilmente fisiologica tensione, con i genitori.

Sappiamo bene che il negativismo del secondo anno è sano
e che evita problemi in seguito.
Il nostro vivere a contatto continuo con i bimbi
ha anche esasperato certi aspetti del negativismo.
Ma da ingenui genitori sognatori, come tutti,
non pensavamo che il negativismo dei bimbi potesse sottoporci a prove psicologiche cosi dure.
In più essendoci arrivati dopo un primo anno non propriamente facile
ci siamo arrivati a corto di energie ...

Comunque se riesco a scrivere è anche perché ci sembra
di aver trovato un po' il bandolo della matassa.
Ci sembra di vedere un po' di sole.
E la giornata di oggi, finita la pioggia,
l'abbiamo passata tutta al parco a giocare felici. Era l'ora.

ciao,
a presto,
guzman.






lunedì 25 marzo 2013

Un classico sguardo di Linda

Un classico sguardo di Linda
ed altre foto delle pareti.






mercoledì 20 marzo 2013

A passeggio ...

Ieri siamo andati a passeggio tutto il pomeriggio.
Ciascuno camminando da solo.
Con le sue scarpe.

Siamo andati da Via Panicale (Mercato centrale) al duomo e ritorno
(fatto salvo qualche pezzetto in braccio per piccole consolazioni).

E' stato bello e divertente.

Siamo anche andati in discoteca:

Un negozio di dischi e materiale per discoteche ... con musica e luci.

sabato 16 marzo 2013

La stanza dei giochi

Nella nuova casa abbiamo una stanza dei giochi.
Stiamo facendo via via disegni su tutte le pareti.
La foto di una parete l'avete vista tempo fa ma adesso è andata molto avanti.
Nelle foto di oggi si vede invece un'altra parete.

I disegni sulle pareti hanno seguito vari temi:
animali, oggetti quotidiani, icone, scene realistiche, simboli astratti.
Nelle foto di oggi si vedono alcune scene realistiche ed alcuni simboli astratti
(griglia, scacchiera, linea seghettata, spirale, bersaglio, onde ...
ovviamente abbiamo un gesto per indicare ciascuno di questi).

I disegni li facciamo quando abbiamo voglia, in presenza dei ragazzi.





venerdì 15 marzo 2013

Poteva ...

Credo che poteva andare diversamente.

Poppare il latte dalla mamma, o anche dal biberon,
è, normalmente, soddifazione profonda per il bimbo.

Nei primi mesi, Linda ha sofferto molto, fisicamente, ad ogni poppata.
Ha rischiato di associare poppata e dolore.
Rapporto e dolore.
Essere umano e dolore.

Noi, fin dall'inizio, per nostro modo di essere e pensare
abbiamo preso molte decisioni che adesso, mi rendo, conto
sono risultate fondamentali.

Siamo stati sempre presenti con i bimbi, fisicamente e psicologicamente.
Abbiamo dedicato ogni sforzo di giorno e di notte.
Li abbiamo tenuti in fascia per mesi.
Li abbiamo tenuti a contatto per mesi.
Li abbiamo fatti giocare ed allenare fisicamente in ogni modo.
Abbiamo sempre cercato di rispondere alle loro richieste ed esigenze.

Abbiamo fatto anche errori, certamente.
Abbiamo avuto anche crisi grosse.
Ma su questi punti abbiamo cercato di essere il più possibile coerenti.

Adesso, so, che senza questo approccio,
Linda poteva non riuscire a superare del tutto questo inizio molto difficile.
So, ne sono certo, che poteva andare diversamente.

Poteva appunto associare rapporto e dolore, essere umano e dolore,
essere umano ed assenza.

Ed invece Linda ne è uscita.
Linda sa che al di là del dolore fisico che ha dovuto affrontare
c'è presenza umana, c'è risposta, c'è contatto piacevole, c'è gioco,
c'è sorriso, c'è pensiero.

Linda crede ai rapporti.

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Ciao Linda,
grazie.





giovedì 14 marzo 2013

Disegni, parole e gesti.

Un'aggiunta al post di ieri.

Nei disegni di Linda ci sembra di cogliere una certa complessità
che supera i normali freghi sul foglio.
In particolare notavamo che: sa fare linee con curve,
sa fare linee che curvano più volte senza sollevare il pennarello,
fa vari tipi di tratto: linee diritte, linee curve, punti,
e usa i vari spazi del foglio.
Quando uno la vede disegnare, nota che non fa solo freghi a caso.

Abbiamo provato anche a far dipingere i bimbi (e lo faremo ancora probabilmente)
con i colori sui fogli.
Ma ci sembrano più attratti dal concetto di linea
ed anche a noi ci attira di più perché ci sembra connesso
con le capacità di astrazione degli esseri umani di cui parlavo ieri.

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Parole e gesti.

Parole e gesti stanno dilagando.
Aver introdotto dei gesti per potersi riferire a vari oggetti
si è rivelato divertentissimo.
Sono ormai svariate decine i gesti che conoscono ed usano
e cominciano a costruirci piccole frasi e racconti.
E' bello vederli provare a dire i loro pensieri usando i gesti
adesso che ancora non sanno parlare.

Sanno dire per esempio a gesti:
"Mi viene in mente la signora del piano di sopra che cullava il gatto per le scale".
Ovviamente lo dicono molto più rozzamente
ma noi che viviamo con loro 24 ore al giorno lo capiamo
quando vediamo i gesti che signficano: "gatto, cullare, su, scale".

Oppure "In biblioteca ci sono tanti libri, tanti bambini ed una statua con capelli, occhi, bocca, mano e poppe". In questo caso conoscono un segno per ognuna delle parole della frase
compreso la parola "tanti" (ma esclusa la parola biblioteca) per cui alla domanda
"andiamo in biblioteca?" sorridono e rispondono con:
"tanti, libri, bambini, statua, capelli, occhi, bocca, mano, poppe".

Abbiamo introdotto segni per decine di animali e per decine di parole, tra cui:
albero, ascensore, pelliccia, frullatore, avvitatore, forbici, martello, bersaglio, griglia,
lampeggiare, sirena, lungo, piccolo, grande, duro, morbido, phon, buono, biscotto,
ciucciare, chitarra, tamburo, tromba, spirale, strisce, bandiera, gru, pioggia, cacciavite,
salire, volare, aereo, freccia, tastiera, rastrello, pala, freddo, caldo, chiave, freno,
campana, altalena, sole, bambino, statua, libro, cullare, fumo, erba, palla,
pulire, saltare, corona, ..."

A volte è difficile anche per noi ricordarli
(anche se per fortuna ci siamo sempre divertiti con i giochi di memoria)
e spesso è difficile decifrare alcuni loro segni perché sono approssimativi nel farli e
perché li abbiamo scelti troppo difficili o
perché abbiamo scelto segni troppo simili per parole diverse.

Avvengono anche fenomeni curiosi ed interessanti:
il segno di zebra è passato a voler dire anche strisce comprese quelle pedonali,
il segno di giraffa è passato a voler dire anche lungo oppure collo.

Linda, oltre ad usare tanti gesti, comincia a dire anche tante parole.
Tra cui: mamma, babbo, linda, luca, nonno, nonna, (elisa)betta, latte, rosso, verde, grande,
osso, occhio, blu, poppa, piede, mano, gatto, pappa, cucchiaio, ...

[Se trovo il modo ed il tempo faccio un video con i gesti che usiamo.
E' utile anche a noi per fissare un po' le idee anche se l'allenamento
migliore sono ovviamente le richieste continue di Linda e Luca].

ciao,
guzman.

[Quando finisce la pioggia facciamo nuove foto].














martedì 12 marzo 2013

Primi disegni di Linda

Dopo molti tratti fatti sul muro dove io ho fatto i disegni,
Linda ha iniziato a fare dei disegni su carta.

Questi sono i suoi primi disegni fatti in totale autonomia.

La cosa bella è che dopo mentre disegna guarda il disegno
e fa il gesto che indica il gatto oppure l'areo ... per dire che le sembra un gatto oppure un areo.
Il fatto ci ha molto meravigliato.
E quando uno le dice "hai fatto un gatto?!!!" lei ride soddisfatta.










In questo disegno diceva di aver fatto la M di mamma ed in effetti c'è una M evidente
In questo disegno diceva di aver raffigurato un pesce.

lunedì 11 marzo 2013

Disegni, parole, linee

L'ho già detto.
La capacità dei bambini di riconoscere disegni è formidabile.
Riconoscono disegni fatti male, disegni sovrapposti, disegni parziali.
Più di una volta ho notato che sono in grado di riconoscere disegni anche se visibili
solo in piccola parte.
Hanno interiorizzato i tratti salienti delle figure
e sono perciò in grado di riconoscerle anche vedendo solo qualche linea.

Gli esseri umani fanno un processo di astrazione geniale
che porta dalla visione delle cose del mondo
alla loro raffigurazione con linee essenziali.

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Abbiamo lavorato tanto con i bimbi con figure e linee.
I libri sono sempre presenti durante l'arco della giornata,
dal risveglio fino al momento di andare a letto.

Nel corso dei mesi si è passati da una modalità passiva
in cui ascoltavano le nostre descrizioni dei contenuti dei libri
e ci vedevano girare le pagine,
ad una modalità attiva in cui sono loro a scegliere i libri,
a girare le pagine, ad indicare ciò che conoscono o ciò di cui vogliono sapere il nome.
Non solo, dalle mere descrizioni di immagini,
si sta passando, piano piano, alla costruzione di storie.
Linda in questo periodo ha scoperto biancaneve e non smette di chiedere
che le si racconti la storia.
Non è più possibile leggere un unico libro simultaneamente a Luca e Linda,
perché ciascuno vuole il suo e vuole gestirlo da solo.

Le immagini sono poi presenti in tutte le pareti della stanza dei giochi.
dove si è passati da disegni realistici a disegni stilizzati a tratti fatti da loro stessi.

In questo periodo di pioggia avviene inoltre che passiamo i pomeriggi interi
nella biblioteca delle oblate. [E' una biblioteca bellissima e lo spazio per i bimbi e curatissimo].
Quando siamo li, giocano, disegnano, osservano gli altri, pescano tra le migliaia di libri disponibili.
E' un bel momento per tutti. Noi ci rilassiamo e loro si divertono e si danno da fare.

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Seguire i processi connessi con disegni, parole e linee è veramente bellissimo.
Ci stiamo dedicando più che possiamo.
Sembra che li interessi spesso anche più dei normali giochi.














domenica 10 marzo 2013

Quel quid detto realtà interna umana

Ho sempre sentito nel rapporto con i bambini
che ero in grado di recepire e rispondere ad un certo nonsocchè
che era da subito motivo di intesa, gioco, comunicazione, sorriso.

Ho sempre sentito che quel nonsocché
era la cosa che più contava per me e per i bambini.

Ho sempre pensato che quel nonsocché
era ciò che rendeva gli esseri umani, umani.

Mi sono innamorato della frase letta una volta
che diceva che "la libertà è l'obbligo di essere esseri umani".

Negli anni c'è stato poi chi mi ha raccontato e spiegato
che quel nonsocché è la realtà interna umana:
l'affettività, la recettività, l'interesse.

Pensavo che avendo questi strumenti in mano
il rapporto con Linda e Luca sarebbe stato più immediato e facile.
E' costato invece lavoro. Molto lavoro.
Il lavoro che ho raccontato nei mesi scorsi.
E' costato il lavoro di separarsi definitivamente dalle proprie realtà interne malate.
E' costato il lavoro di separarsi dai genitori.

Via via che Luca e Linda crescono questa spinta a lavorare
sulla propria capacità di realizzare rapporti sani e puliti
si è fatta sempre più forte.
La capacità di Linda e Luca di comprendere meglio il senso umano dei rapporti
ha costretto noi ad andare oltre nel cammino fatto.

Penso, credo, spero, di aver superato questo passo difficile.
Penso, credo, spero, di aver imparato tanto per il futuro.

Dicono che la tendenza a vedere le cose in negativo
che i bimbi hanno nel secondo anno di vita è legata
alla cresciuta autonomia e indipendenza.
"No, non mi va, voglio dire la mia!".
Dicono che il negativismo del secondo anno sia sano
e che evita grosse crisi in seguito.

Spero che sia così.
Dato che Linda ci ha sottoposto a periodi di duro negativismo.

C'è chi dice: bambini grandi, problemi grandi.
Io credo che i problemi dei bimbi piccoli sono problemi da affrontare subito.
Se non si riesce ad affrontarli subito diventano problemi grandi.

Questo è ciò su cui abbiamo lavorato in questi mesi.

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Varie:

- Ieri abbiamo comprato una "moto" a Linda e Luca [leggi: un quadriciclo senza pedali].
E' bellissimo vederli provare ad andare.
Sono entrambe molto attratti e fanno un sacco di esperimenti.
Mi commuovono in queste cose.
Ognuno apporta le sue idee e le sue prove.
Poi l'altro imita ed aggiunge del suo.

- Linda si è del tutto ripresa dal mese di morbosità acuta che aveva avuto in uruguay.
La cosa ci rende contenti e ci fa finalmente respirare
perché anche con tutta la buona volontà del mondo
era difficile reggere ad una morbosità così estrema.
Sapevo che i bambini sono ossessivi, pensavo di capirli perché sono ossessivo anche io,
ma non credevo potessero essere COSI ossessivi.

- Più di una volta siamo rimasti sorpresi dalle capacità di memorizzazione
di Linda e Luca.
Luca, sentendoci dire la parola insetto, ha fatto di tutto per spiegarci
che si ricordava che mesi fa c'era un piccolo insetto sotto al materasso.
Linda, pur non avendoci giocato quasi mai, ha memorizzato tutti i versi associati
ai bottoni di un gioco.
Linda, dopo aver visto un libro due volte con varie immagini di animali nascoste
sotto linguette delle pagine,
ricordava quasi tutte le immagini nascoste e faceva il verso dell'animale prima di sollevare la linguetta.

- Sia Linda che Luca hanno fatto un balzo in avanti nella comprensione del senso delle cose
e nell'interesse per la socialità.

- Luca adora imitare Linda. Ma ultimamente anche Linda ha preso ad imitare Luca.

- Da un mese ormai i bimbi fanno una sola dormita durante il giorno.
Dormono dopo pranzo dalle 13 alle 15 circa.
Questo lascia a noi pochissimo tempo "libero". Pressoché nulla.


ciao,
guzman.