Con Linda e Luca ...: Foto Posts Libri
Scuola: Cabri - Disegni - Sketchup

mercoledì 7 novembre 2012

Infinite tempeste.

Le settimane scorse sono state probabilmente il momento più difficile della mia vita.

Ci siamo trovati al centro di infinite tempeste.
Tempeste ormonali.
Tempeste umorali.
Tempeste psicologiche.
Tempeste materiali.

Il 3 Novembre dell'anno scorso Linda usciva dalla terapia intensiva.
L'allentamento della tensione psicologica mi sta arrivando solo adesso.
Ho tenuto duro, per come potevo, per tutto l'anno.
Ma adesso, quando ho visto le coste vicine, mi sono sentito che potevo mollare
e, senza più sapere perchè, ho pianto a dirotto le notti e le mattine.

Luchino.
1698 grammi dopo quasi un mese :)
Ci sembrava già grande.


L'anno scorso quando Linda era in terapia intensiva
passavo le giornate al Meyer; poi alle 11 me ne dovevo andare perché non facevano più stare,
ed ero costretto a lasciarla sola per la notte. La notte la passavo al Niccheri con Luca e Maria Carla.
Sono convinto che a Linda è rimasto il segno di quel periodo.
Tutte le sere alle 11 si sveglia, da sempre, e chiede conferma del fatto di non essere sola.
Poi torna a dormire.

finalmente di nuovo insieme

Quando Linda è tornata a stare nell'altro ospedale insieme a Luca ed alla mamma,
avevo scritto questo post che voglio rimettere:

3 Novembre 2011
Linda è di nuovo con Luca, mamma e me.



E' stato bellissimo vederla tornare.
Riportarla.

____________________________

C'erano montagne russe,
percorsi difficili,
guerrieri mascherati,
nemici invisibili,
nemici microscopici.
C'erano lunghe ore di attesa,
processi lenti,
donne alleate vestite di celeste,
uomini alleati vestiti di bianco.
C'era la nostra roccaforte, di vetro,
il fossato invalicabile.
C'erano nemici mascherati da amici.
Abbiamo lottato per giorni.
Abbiamo combattuto, con calma.
Abbiamo visto tutte le difficoltà,
tutti rischi.
Abbiamo lasciato che gli alleati
ci infondessero una sostanza magica nel corpo
e che la sostanza magica
ci desse la forza di superare distese sterminate.

Grazie agli alleati
ce l'abbiamo fatta.
Io sono sempre stato li,
12 ore al giorno, quelle permesse,
come sentinella.

Ho dato l'allarme quando necessario.
Ho segnalato quando le difese era deboli.
Ho supportato la battaglia quando i nostri erano forti.

Ho parlato.
Ho sorriso.
Non ho mai mostrato la paura e il pianto interno
per non abbassare l'umore della guerriera.

L'ho riportata.

Grazie Linda.
Grazie Meyer.

guzman.

_________________________________________

E questa era la prima tempesta che scuoteva l'animo e le viscere.
E' stata, come ha detto Maria Carla, una specie di depressione post partum in ritardo.
Prima non potevamo concedercelo.
Adesso sappiamo che non era delirio il nostro sforzo.
Sappiamo per certo che abbiamo dovuto affrontare una sofferenza particolarmente acuta.
Abbiamo superato un passaggio quasi impossibile.
Sempre trattenendo il fiato.

Un'altra tempesta riguarda il nostro passato.
Si dice che nel vedere un bimbo crescere uno rivive le esperienze che ha vissuto a quell'età.
E, senza voler essere stupidamente freudiano,
credo che ci sia qualcosa di vero.
Le mie esperienze di quando avevo un anno sono particolarmente dure
ed il fatto che i bimbi hanno compiuto un anno
mi fa sentire che devo rielaborare questioni antiche
su cui si è poi fondata la mia stessa identità.
Devo in particolare rielaborare questione di attaccamento mancato
per problemi materiali ... di cui forse parlerò un'altra volta.

E mi rendo conto che il mio scrivere si fa farraginoso
ma è già tanto che scrivo. Preferisco far vivere il blog anche quando non scrivo bene.

E poi ... altre tempeste meno irruente di cui forse dirò poi.

a presto,
guzman.

[E' difficile fare foto in questo periodo.
Ma ho delle foto speciali per domani.]





Nessun commento: