Con Linda e Luca ...: Foto Posts Libri
Scuola: Cabri - Disegni - Sketchup

sabato 31 dicembre 2011

Buon Anno da Li e Lu


anche se il concetto di "anno" non ci risulta ben chiaro ...

 Buon Anno da Li e Lu


Immagini precostituite

Ho imparato che con i bimbi
non è mai sano farsi idee apriori di quel che sarà.
Non è mai giusto prefigurarsi come andrà la nottata,
come andrà la mattinata, come andrà la poppata.
L'andamento degli eventi è sempre molto variabile
e se si hanno delle immagini precostituite di quel che sarà
si rischia di negare il rapporto per quel che è
e si rischia di rimanerci male e delusi.

Qui e adesso.

Con i bimbi conta quel che accade qui e adesso.

guzman.



[Capita spesso che le foto sono fatte mentre i bimbi dormono
perché quando non dormono siamo intenti ad interagirci ed
è più difficile far loro delle foto.
I momenti di veglia sono comunque sempre più lunghi
e cominceremo a fare foto anche i quei momenti.]

venerdì 30 dicembre 2011

Spazio

La tetta è un universo a sè.
La tetta è spazio.
Spazio per muoversi, spazio per pensare.
Spazio per realizzare la propria identità.
Spazio per confermare le proprie intuizioni e le proprie speranze.

La tetta è una casa.
Ha un suo odore, un suo calore, una sua luce.
La tetta è cibo.
La tetta è una stanza da letto.
E' un letto, è un guanciale.
E' sonno tranquillo.

La tetta è un villaggio
che crea uno spazio umano nel regno della natura.
La tetta è una cuccia.
E' una tana, un rifugio, un bungalow.
La tetta è protezione.

La tetta allarga la mente, la protegge, la forma.
La tetta è avvolgente con la sua usta.
La tetta è calmante con i suoi ormoni.

La tetta è ginnastica. E' una palestra.
Dove spingere, tirare, afferrare, inarcare, premere, succhiare.

La tetta è contatto, è pelle, è umidità.
E' esercizio fisico.

La tetta ferma il tempo.
E' crescita. E' coordinazione.
E' autonomia. E' proprietà.
La tetta è indipendenza in potenza.

La tetta è gioco, calma, affetto,
esperimento, sicurezza, fiducia.
La tetta sono sguardi.

La tetta è grande.
E' un mondo.
E' tutto il mondo.

Solo noi adulti non ci rendiamo conto
dell'immensità di spazio che c'è vicino a una tetta.

Ma per un bimbo
la tetta è un universo a sè.

guzman.






giovedì 29 dicembre 2011

Separarsi

I bimbi costringono a separarsi da tutto.
Separarsi dalle proprie debolezze.
Separarsi dalle proprie identificazioni fallimentari con i genitori.
Separarsi dai genitori.
Separarsi dai propri fallimenti.
Separarsi da ciò che poteva essere e non è stato.
Per avere rapporto con ciò che è.

I bimbi non ammettono sbavature.
Riportano costantemente alla realtà del qui e dell'adesso.
Senza fantasticherie. Senza illusioni. Senza castelli campati per aria.
Sono frustranti.
Frustranti nel senso buono del termine
di non concedere nessuno spazio a ciò che non è rapporto umano.
Non ammettono assenze umane.
Hanno un radar raffinatissimo
in grado di individuare qualunque carenza umana,
qualunque assenza,
qualunque intenzione profonda.

Richiedono presenza, interesse, direzione, pulizia nei pensieri.
Non ammettono annullamenti.

E' strano e sorprendente pensare e vedere
come siano bisognosi di cure fisiche
ma allo stesso tempo, e forse di più,
bisognosi di presenza psichica.

guzman.




adesso li mettiamo cosi a poppare


oggi 2 post.




Confronto

28 Dicembre

15 Novembre



Dal 15 novembre al 28 novembre sono passati entrambe da circa 2kg a circa 4kg.
Solo nel mettere le foto a confronto ci siamo resi davvero conto di cosa era successo.
Continuavamo a vederli piuttosto piccoli e non ci eravamo ben resi conto
del grande allungamento che hanno fatto ....
Anche se talvolta è capitato di guardarli al mattino ed esclamare: "com'è cresciuto stanotte!".




ciao,
guzman.
[torneranno gli scritti più lunghi nei prossimi giorni]

mercoledì 28 dicembre 2011

Sanità mentale


martedì 27 dicembre 2011

Volti

Volto di Luca



Volto di Linda

Volti in Classe: Il Nostro Messaggio
[maggiori spiegazioni sul video nei prossimi giorni]

ciao,
guzman.

lunedì 26 dicembre 2011

Rosso e Nero

Il Nostro Messaggio
[maggiori spiegazioni sul video nei prossimi giorni]


Rosso e Nero ...

E' difficile poppare con il raffreddore !!!

Il raffreddore c'è ancora ma ci sembra che la situazione vada un po' meglio ...

ciao,
guzman

sabato 24 dicembre 2011

Messaggio dai ragazzi

Guardate il video e diffondetelo se potete.
Ci farebbe piacere farlo vedere a molte persone.

Il Nostro Messaggio
[maggiori spiegazioni sul video nei prossimi giorni]




Aggiornamento:
Adesso Linda pesa circa 3,8kg e Luca pesa circa 3,7kg.
Hanno preso il loro primo raffreddore, l'hanno preso in farmacia pensiamo
dove eravamo andati per alcune medicine che gli servivano.
Hanno passato due notti con serie difficoltà a respirare per via del moccio.
Io e Maria Carla ci siamo preoccupati molto e
ci siamo sentiti carenti per non averli protetti di più.
Adesso sembra che vada un po' meglio ed
anche noi siamo più in pace con noi stessi.

ciao,
guzman.

venerdì 23 dicembre 2011

Il Nostro Messaggio

Questo è il nostro messaggio.
Di noi ragazzi.

Guardatelo e diffontelo il più possibile.

Il Nostro Messaggio
[maggiori spiegazioni sul video nei prossimi giorni]

Appunti 4

Anche oggi un post di appunti.
Si tratta per lo più di appunti personali
su varie questioni che mi facevano pensare. 
Non ho avuto modo di fare foto,
se riesco a farne le aggiungerò al post.

- Nei Sogni.
Parlavo dei tipi di pianto ...
del pianto per fame, per dolore, per malessere ...


e scordavo il pianto nei sogni,
il pianto più bello.
Un pianto delicato, molto acuto ma a volume molto basso,

una specie di miagolio in risposta alle immagini
che si formano nella mente durante il sonno.
Un miagolio che racconta
della capacità di pensare per immagini
e di come anche fin da piccoli
gli esseri umani facciano già pensieri complessi.


- Verbi.
Involontariamente mi sono trovato ad analizzare,
per quello che posso senza conoscenze specifiche,
le caratteristiche di alcune attività fondamentali dei neonati.

Dormire. Inutile dire. Dormire è una delle attività principali.
Dormire permette di crescere ma anche di rielaborare le immagini
e le sensazioni avute durante la veglia ...
Dormire si ... e sognare.

Ciucciare. Quello del ciucciare è un gesto importante.
Ripetitivo e ripetuto milioni di volte ...
Dà dipendenza. Scatena le endorfine e permette di dormire.
Pare che la suzione aiuti anche la compelta
formazione di certe capacità neurologiche
oltre che lo sviluppo di una serie di muscoli ...


Poppare. Poppare non è solo ciucciare il latte dalle poppe (o dal biberon).
L'attività del poppare richiede ed allena molte abilità.
Prima di poppare c'è il gesto del picchio:
il bimbo colpisce il seno (o ciò che ha davanti)
con ripetute capocciate. In questo modo stimola il seno
ed allo stesso tempo effettua una ricerca della localizzazione del capezzolo.
Durante la poppata distende e rilassa tutto il corpo
ma contrae le mani e le braccia per premere il seno, stimolarlo
e facilitare l'uscita del latte.
Quando il capezzolo non è ben posizionato in bocca,
il bimbo tira indietro la testa senza mollare il capezzolo
in modo da distendere completamente il capezzolo stesso

e poi lo riprende tutto ben disteso dentro la bocca fino in gola.
E' sorprendente la complessità e la quantità delle conoscenze
comportamentali innate.

Afferrare. Ad afferrare si apprende poppando:
durante la poppata il bimbo tende ad afferrare il seno
per farne uscire il latte.
E' sufficiente mettere un dito in bocca ad un bimbo affamato
per notare come istantaneamente chiude i pugni.

Muoversi.  I neonati si muovono molto, specialmente quando
hanno fame e quando sono a disagio.
Quando hanno fame di solito mulinano le gambe e le braccia nell'aria.
Quando sono a disagio oltre a mulinare le game e le braccia
in maniera concitata, inarcano la schiena per svincolarsi dalla posizione in cui si trovano.
Mi dicono che decine di gesti e di movimenti dei neonati nei primi mesi
sono stati catalogati e se ne conosce con precisione il senso e l'origine ...
ripeto, vorrei aver letto e studiato di più a riguardo quando ne avevo il tempo.
Tre verbi mi sembrano importanti: spingere, succhiare, contrarre.
I bimbi succhiano per nutrirsi.
Spingono con le mani se hanno caldo.
Spingono con le gambe e la schiena per allontanare una sorgente di sofferenza.
Spingono con la pancia per fare popò.
Contraggono braccia, mani e gambe per accoccolarsi.

Ascoltare. I bimbi piccoli sono  bravissimi ad ascoltare. 
Per quello che vedo non solo sono subito in grado di riconoscere le voci
ma anche in grado di imparare a riconoscere parole ed associarle a situazioni varie.
In più Linda è affascianata enormemente dalla musica classica.
Tornerò su questi due punti con un post specifico.


Guardare. Nei periodi di veglia i bimbi piccoli osservano il mondo.
Guardano con calma i dettagli della stanza e si fissano talvolta
su colori o luci che li attraggono.
Altre volte studiano i volti delle persone che si avvicinano.


Probabilmente sto scordando qualche verbo importante.




- Ci vuole un fisico bestiale.
Per stare dietro ai bimbi ci vuole davvero un fisico bestiale.
Specialmente se sono due.
Si dorme poco o nulla, si tengono bimbi in braccio
per molte ore al giorno, se ne sostiene il peso con le braccia e con la schiena
anche in posizioni non sempre comode,
e si mangia, ci si lava, ci si rilassa un po' solo quando capita.
A tutto questo io e Maria Carla aggiungiamo, per abitudine e piacere nostro,
lunghe camminate ogni giorno con i bimbi nelle fascie.
La situazione è così impegnativa per l'organismo
che io tendo a compensare mangiando come un maiale. Sento che mi fa bene.

- Processi e Distanza.
La crescita e lo sviluppo fisico e mentale di un bimbo  
è fatta da processi molto lunghi e complessi.
Con i bimbi si impara fin da subito che bisogna per lo più
per la maggior parte del tempo esserci e starci.
Poi, osservando con calma, ogni giorno si apprezzano piccoli passi
anche se ho la sensazione che di molti dei passi fatti non ci si renda neanche conto.
A rendere difficile da parte di un genitore
l'osservazione dello sviluppo del bimbo
è il fatto che il genitore è parte integrante del processo
e non ha perciò la distanza necessaria per poter valutare ...

Però ha la distanza necessaria a godersi tutto. :)
















giovedì 22 dicembre 2011

Piangere

Stiamo imparando a conoscerci dicevo.
I bimbi noi e noi i bimbi.

In particolare abbiamo imparato a riconoscere vari tipi di pianto.


C'è il pianto durante il sonno di quando hanno uno strizzone
alla pancia o una cureggina da fare.
E' un pianto che arriva improvviso, acuto, che fa contorcere il volto
ed inarcare la schiena. Dura poco di solito, il tempo di far passare lo strizzone.


C'è il pianto di quando si svegliano affamati.
Arriva piano piano, preceduto da una serie di tentativi di pianto
falliti per il prevalere del sonno.
E' in grado di crescere di volume con il passare del tempo
fino a diventare strillo disperato dell'animale affamato
che deve farsi sentire.
E' un pianto selezionato dalla natura per perforare i timpani
e far si che i genitori cerchino in tutti modi di porvi rimedio:
mangiare è importante per un cucciolo.
Il pianto della fame può essere accompagnato da tentativi
di suzione e dal dare testate sperando di stimolare una possibile
tetta che si trovi davanti alla loro testa.
Linda adotta anche la tecnica del melodramma:
quando è molto affamata comincia a muoversi in maniera
scoordinata ed a piangere con una voce del tutto afona
che dà l'idea che non mangi da una settimana.
E' così struggente che uno è disposto a fare tutto pur
di farglielo passare.

Poi c'è il pianto di quando la poppa è finita e vogliono passare al biberon.
Il pianto di quando non vogliono essere tolti dalla poppa
anche se non c'è più latte.
Il piagnucolio di quando hanno mangiato e non riescono a dormire
perché hanno troppo aria nello stomaco.
ll pianto di quando si svegliano e non riescono a riaddormentarsi ...
...

In generale sono pianti piuttosto diversi
e la situazione aiuta a capire di che si tratta.

______________________________

Riguardo al pianto mi viene anche da pensare che
"il pianto diventa voce quando il bisogno che lo sostiene
cessa di essere bisogno e diventa esigenza".

foto del 25 novembre - "volevo domire!!"

foto del 24 novemre - "ahia!!!! la pancia!!!"
foto del 30 novembre - "così non va bene, ho fame!!"




mercoledì 21 dicembre 2011

Dormire

Dormire è difficile.
O meglio, è facilissimo con qualcuno vicino.
Ma è molto difficile da soli.


Sono nati prematuri ed hanno ancora molto bisogno
di contatto e di contenimento.

Ne abbiamo provate tante
e continuiamo a provarle:
lettino, nido, cestone, lettone, ...
oggi ha funzionato per un pochino il cesto della frutta ...






lunedì 19 dicembre 2011

Bimbetti

Cominciano a sembrare bimbetti.
In questi giorni li vediamo crescere a vista d'occhio.
Mangiano come disperati e dormono profondo.
Ho visto cambiare la forma della fronte di Linda
dalla sera alla mattina.

Nei periodi di veglia sembrano già bimbetti.
Stanno attenti e tranquilli.
Interagiscono, guardano, ascoltano.

Si è creata anche una intesa ed una fiducia maggiore.
Siamo arrivati ad un livello di conoscenza reciproca
soddifacente per tutti.
Per loro e per noi.
Abbiamo imparato a conoscere i bisogni
ed i modi di fare di ciascuno.
Noi i loro.
Ma anche loro i nostri.

Ho tanto da raccontare
ma insieme alla rilassatezza di questi bei momenti
è arrivata anche la stanchezza accumulata.
Il mio fisico sa che adesso forse
sarà possibile recuperare
ed allora lo chiede.



 
 
 

Appunti 3

Casa.
La casa è più casa ora che ci sono i bimbi.
Me ne accorgo in particolare quando esco e poi rientro
e sento nell'aria odore di bimbo.

Letto e Separazioni.
I nostri bimbi dormono molto e dormono bene,
ma non vogliono dormire da soli.
C'era stato un periodo in cui dormivano bene
nel cestino.
Poi il rapporto che hanno con noi è andato via via aumentando
ed ora non vogliono più stare da soli.

Io credo che i bambini nascono sani, psicologicamente parlando,
e che perciò le loro richieste non possono essere sbagliate.
Credo che rimanere da soli nel lettino
rappresenti una prima grande separazione per loro,
specialmente adesso che sanno che con noi stanno bene.

Le separazioni possono avvenire in due modi:
con il ricordo di ciò che è stato e con l'aumento dell'identità,
oppure scordando ciò che è stato e costituendosi come delusioni
con diminuzione della fiducia in se stessi e dell'identità.

Se stare nel lettino rappresenta una prima grande separazione
è importante che avvenga senza traumi
e senza costituirsi come delusione del rapporto.

Non sono d'accordo con chi dice che non ha importanza
se piange e se non vuole starci
perché tanto poi non ricorderà nulla.

Ricorderà, inconsciamente, tutto.

Capacità di imparare.
Sicuramente i bimbi sono in una fase in cui imparano tantissimo,
ma la loro capacità di imparare è enorme.
Per contro noi dobbiamo imparare molte meno cose,
ma data la nostra ridotta capacità di apprendimento,
dobbiamo fare uno sforzo enorme.

Ricerca.
Ora come non mai sento importante
il fare ricerca sulla realtà umana.
E' una cosa che ho sempre fatto.
Ma tentare di capire le dinamiche psichiche
di bimbi di pochi mesi
per rispondere alle loro esigenze
costringe ad una ricerca molto più intensa,
più precisa, più pulita.

Più profonda.

Cure ed attenzioni.
I bimbi piccoli hanno bisogno di cure ad attenzioni.
Infinite cure ed attenzioni.
Bastano una coperta messa in maniera un po' diversa,
il tessuto del lenzuolo leggermente più ruvido o leggermente più fresco,
la posizione appena diversa con cui gli si è dato il biberon
per otterene risultati del tutto diversi al momento di dormire.
In più, ciò che funzionava i giorni scorsi
può non funzionare i giorni successivi.

Non credevo che le attenzioni ai dettagli materiali
fossero cosi tante
e che il non riuscire spesso ad indovinarle tutte
potesse essere così frustrante.

Sono convinto tuttavia che gli aspetti psicologici
giochino un ruolo fondamentale nella vita e nelle riuscite
dei bimbi.

Spero che la presenza psichica che cerco di offrire
e la continua ricerca che cerco di portare avanti
compensino gli errori materiali che commetto.


Il punto di vista della mamma.






domenica 18 dicembre 2011

Lasciarsi andare

Poi l'irrazionalità finalmente ti travolge.
Non puoi più contrastarla.
E' il corpo che pensa per te.
E' il mondo che assume autonomamente signficato,
indipendentemente dalle parole.
E' la realtà nuda.
E' quel che è.

Devi finalmente rinunciare a te stesso,
al tuo io costruito,
al tuo io razionale, sociale, civile.
Devi rinunciare a tutto quel che pensavi di essere.
Devi rinunicare al tuo io fatto di parole pensate
per rischiare la vita psichica
in un mondo fatto di azioni.
Azioni agite e non parole pensate.

Devi saltare nel buio,
lasciarti andare,
sperare che il tuo io interno,
quello senza parola,
sia ancora là per salvarti
e per reggere il rapporto diretto con la realtà
e con altri esseri umani.


Tutto dipende da quanto sei disposto a rischiare,
da quanto sei disposto a fare senza sapere,
da quanto sei disposto a rinunciare.

L'identità del pensiero cosciente,
l'identità del pensiero razionale,
l'identità del pensiero verbale
sono inutili.
Assolutamente insufficienti.
Inadeguate.
Carenti.

Devi starci. Esserci.
Senza calcoli.
Senza conoscenza.
Quasi solo come presenza animale.
Con la certezza che animale non sei.
Con la certezza che il pensiero umano
c'è anche al di là del pensiero razionale.

La realtà psichica di due bimbi
è identità umana allo stato puro.
E' pensiero incoscio incontaminato.
E' sicurezza di idee.
E' impossibilità del vuoto mentale.

E non c'è nessun altro tipo di identità,
se non quella irrazionale,
che sia in grado di rapportarsi con la realta inconscia di due bimbi.

Devi buttarti.
Ritrovare l'io profondo.
Pulito, coerente, non dissociato.
L'io non bramoso del bambino sano
che sei stato.
L'io non rabbioso del bambino piccolo
che sei stato.

Devi lasciarti andare
e ritrovare il mondo interno
fatto di immagini che sono pensieri.

Non c'è scelta,
difronte alla proposizione di pensiero
di due bimbi piccoli.

Devi rischiare di cadere.
Devi rischiare tutto.



ciao,
guzman.




venerdì 16 dicembre 2011

La prima volta che tua figlia afferra qualcosa ...


La prima volta che tua figlia afferra qualcosa ...

La prima volta che tua figlia afferra qualcosa e la tiene con se
sono due mondi che si toccano.

Per due mesi la bimba sta li.
Viene presa, spostata, afferrata, messa in braccio.
Trasportata, alzata, abbassata.


Il suo corpo reagisce agli stimoli
ma la sua capacità di intervento nel mondo è molto limitata.
Si limita a spingere via una coperta con le gambe,
a dare una testata sulla poppa per stimolarla,
e ad altre azioni simili.

Poi un giorno,
lei che è sempre stata afferrata,
e che perciò è sempre stata l'oggetto che subisce l'azione di qualcun altro,
un giorno ...

afferra un oggetto,
lo tiene con se,
lo porta a giro.

Sono due mondi che si uniscono:
quello di un adulto che afferra una bimba,
e quello di un bimba che afferra un giochino.

Adesso anche lei
interviene nel mondo
e sposta gli oggetti dove più le piace.

guzman
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Ci sono verbi che aprono mondi [segue ..]


Linda arregge il suo giochino mentre poppa
 


Maria Carla da bambina: