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Scuola: Cabri - Disegni - Sketchup

mercoledì 7 maggio 2014

Chemio 2.

Chemio 2.
Oggi 7 ore in ospedale.
Comincia a farsi sentire una sensazione di debolezza
ed una vaga sensazione di nausea. Ancora sopportabili.
Fatto 4 litri di pipì solo durante la mattina.

Questo post sarà un collage di pensieri frammentati,
è quanto riesco a fare senza sprecare troppo energie.

Alessia mi consiglia di non inizare alle 10:30
e di pensare a stare con i bimbi solo quando
mi è veramente fisicamente possibile.
HA ragione.
Tra l'altro il reparto di chemioterapia
è molto incasinato in questo periodo (grande richiesta di cure, pochi posti disponibili)
e ad iniziare alle 10:30 rischio di uscire dopo cena.
No, meglio lasciare le cose come stanno:
arrivo in ospedale verso le 8 ed esco verso le 3 del pomeriggio.

Sto bene di testa e sto bene fisicamente,
a parte i lievi sintomi detti.

Sarò onesto:
i pensieri più difficili da affrontare
sono tre. Eccoli in ordine crescente di durezza.

1 - Due mesi di cure con effetti collaterali pesanti saranno duri,
ma al momento mi sembrano affrontabili.

2 - Due mesi potrebbero non bastare,
e la TAC che dovrò fare alla fine potrebbe indicare
che ci vogliono altri 2 mesi di cure ancora.
Nel caso, penso di poter affrontare anche questo.

3 - Un disegnatore che mi piace tanto
ha rappresentato il pensiero, e forse la realtà, più difficile
da affrontare con le seguenti vignette.
Dice:

"Pensavo che il trattamento del cancro e gli esiti del trattamento 
potessero essere rappresentati così:
 Ma le cose stanno così:


Non volevo essere deprimente
e non mi ci sento.
Ma questo è il pensiero latente che rischia di spaventare
e con cui uno lotta anche senza verbalizzarlo.
Nel mio caso specifico la situazione mi sembra
ancora affrontabile e lo dicono anche i dottori.

______________________________________


I bimbi stanno sempre meglio.
Stanno superando tutte le loro instabilità
dovute all'inizio difficile.
Ce lo dicevano sempre i dottori,
ma noi facevamo fatica a crederci:
i prematuri hanno bisogno di 3 anni
per trovare i loro ritmi.




ciao,
guzman.

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