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Scuola: Cabri - Disegni - Sketchup

sabato 25 aprile 2015

La nascita del tempo nella mente umana.

La nascita del tempo nella mente umana

Pensiamo a quei primi momenti del neonato appena uscito dal canale del parto:
la luce aggredisce la retina, il neonato rende, con la fantasia, non esistente il mondo materiale aggressivo, compare nella sua mente la memoria-fantasia delle sensazioni intrauterine avute,
il neonato immagina e si volge alla ricerca di una realtà umana oltre la propria.
Vi è in questi primissimi due pensieri (fantasia di sparizione contro il mondo materiale e memoria-fantasia delle sensazioni intrauterine avute) un volgersi del neonato dal mondo materiale al mondo umano.
Si tratta del primo movimento della mente. Si tratta della nascita stessa della mente.
La mente nasce quindi con un movimento, con un volgersi, con un passare da un momento a un altro, con un passare dal non umano all'umano, con un passare da una situazione all'immaginarne un'altra. La mente nasce con una trasformazione.

Possiamo qua allora fare delle ipotesi.
Possiamo ipotizzare che questo primo movimento della mente abbia forti ripercussioni su tutta la strutturazione della mente stessa e sia alla base dell'esistenza di certe categorie, mentali appunto, che gli esseri umani hanno.
Più precisamente ci chiediamo: è possibile pensare che questo far sparire qualcosa per immaginare qualcos'altro, questo passaggio da un momento a un altro, crei nella nostra mente la nozione di tempo? Crei nella nostra mente il tempo stesso?
Ciò che era, non è più; ciò che non era, è. Il mondo materiale aggressivo non esiste nella mente, la memoria-fantasia delle sensazioni avute esiste grazie alla capacita di immaginare.
Questo primo passaggio della mente da un momento a un altro, stiamo dicendo, potrebbe determinare la nostra capacità di concepire e rapportarsi con il tempo. La fantasia di sparizione insieme alla capacità di immaginare potrebbero essere all'origine dell'esistenza del concetto di tempo nella nostra mente in quanto creerebbero nella mente l'idea della trasformazione.

La mente umana è in grado di andare incontro a trasformazioni.
Nel feto non vi è scorrere del tempo1 perché non vi è neanche la mente ma dobbiamo pensare che altrettanto valga per gli animali. Dobbiamo pensare che sebbene gli animali possano esperire il mondo che cambia, essi non riescano a percepire la dimensione del tempo che passa perché il loro cervello non ha in sé il concetto di trasformazione. Dobbiamo pensare che gli animali sono in grado di avere ricordi fotografici di situazioni varie ma che essi non possono concepire il passare del tempo. Riescono cioè a percepire il movimento nello spazio, il cambiamento del corpo nello spazio ma non la trasformazione della mente nel tempo.
Il cucciolo di cerbiatto che nasce, per qualcosa che lo rende diverso da un essere umano, non realizza una fantasia di sparizione contro la realtà materiale fredda ed aggressiva ma anzi realizza il massimo della razionalità possibile per rapportarsi il meglio possibile con questo mondo materiale cercando di ottimizzare le sue possibilità di sopravvivenza. L'animale si muove con l'istinto che, contrariamente a quanto comunemente pensato, è una spinta razionale a ripetere, nelle stesse condizioni, sempre gli stessi comportamenti automatici.
Vi è questa grossa differenza tra gli animali e gli esseri umani: gli esseri umani hanno la fantasia di sparizione.


Quei primi pensieri del neonato creano nella mente l'idea della trasformazione e con essa la possibilità di concepire il tempo.



1. “Avevo scritto che la donna, linea pura, guardava le pareti della grotta. E' sola a guardare le linee che sono colori. I colori che sono linee senza il nero del buio da cui l'essere umano si è tolto perché la donna-natura lo ha gettato nel mondo. Il corpo del feto sparisce come se non fosse mai esistito. Il neonato è una realtà che, prima, non è esistita. Non ha il ricordo del tempo passato perché il tempo nel feto non esiste. E' realtà biologica in rapporto con lo spazio.” Massimo Fagioli, Left, numero 11, marzo 2015.

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