I pensieri fluiscono più lenti.
E' passato il periodo dell'adrenalina.
E' venuto il periodo della tenuta, della calma, della bontà, della continuità.
Le onde delle trasformazioni sono onde più lunghe. Dal respiro più ampio e profondo.
Di giorno riesco ancora ad avere barlumi di lucidità
che mi dicono cosa mi piacerebbe raccontare dei bimbi e come raccontarlo.
Ma la sera, nell'unica ora veramente un po' più libera,
la lucidità lascia il passo al sonno e tutto si annebbia.
Racconterò però dei movimenti di fondo che stanno avvenendo
e di alcuni dettagli.
_______________
Luca ama la chitarra e gliene abbiamo comprata una.
Passa le ore a suonarla.
E' bellissimo vederlo seduto con la sua chitarra in mano.
Sembra un figlio dei fiori.
Ama anche cercare gli insetti nel parco
e passiamo le ore a fare buche per terra per vedere se ne troviamo qualcuno.
Piccola nota.
Di solito troviamo vermi, millepiedi, insetti pallina, forbici ...
ma una volta abbiamo trovato uno di questi:
Faceva impressione anche a me per l'aspetto e le dimensioni,
poi un signore mi ha spiegato che si trattava di una larva di cervo volante.
Linda ama le parole ed i disegni.
Dice tantissime parole, ripete tutte quelle che sente e finge di comporre frasi.
Sa riconoscere e nominare vari colori: rosso, blu, verde, giallo, arancione, marrone, viola ...
Tiene la penna in mano come un adulto
e fa ghirigori con molti dettagli.
E' in grado, su richiesta, di disegnare un cerchio o una molla.
Continua ad adorare le arrampicate estreme ed è testarda come un mulo.
Entrambe fanno giochi sempre più complessi ed attività sempre più elaborate.
E' arrivato il momento di fare ancora più esperimenti.
___________________________
La città è il nostro parco giochi.
Abbiamo abbandonato il passeggino e camminiamo insieme in tutte le strade.
I negozi, i lavori in corso, gli oggetti sul cammino sono attrazioni infinite
e diventano momenti di esplorazione e crescita.
Il linguaggio verbale diventa tutt'a un tratto riduttivo ed insufficiente
per descrivere la ricchezza del mondo.
Meglio vedere, toccare, provare.
___________________________
Ed a proposito di linguaggio, un pensiero sulla matematica.
E' possibile insegnare a contare ai bambini fin da piccoli.
Ma la cosa non ci interessa più di tanto.
Non è imparando a contare che si stimolano le capacità di astrazione.
E' molto più significativo, per esempio, lavorare sulle analogie.
Una cosa che facciamo spesso è quella di alterare il linguaggio pur
di sottolineare le analogie. Per esempio: le zampe degli animali
si chiamano per noi, piedi, per sottolineare la corrispondenza di strutture
tra certi animali e gli esseri umani. Ci sarà tutto il tempo di introdurre il termine "zampe" in seguito.
E' incredibile come la struttura comune di tutti i discendenti dei tetrapodi
sia chiara immediatamente ai bambini.
Qualche volta ci siamo spinti a chiedere dove sono i piedi, gli occhi, la coda
di una macchina o di una moto. Ed il bello è che sanno rispondere:
ruote, fanali e parte posteriore.
C'è più matematica in questo tipo di astrazioni
che nell'imparare a contare fino a 3.
___________________________
ciao,
guzman.
sabato 4 maggio 2013
sabato 27 aprile 2013
Negativismo.
"Scende la pioggia ma che fa ..."
Ed io ballo e lei si arregge e si abbraccia.
___________________________
Ok, il mondo può essere brutto e cattivo talvolta, pensavo,
ma non fa niente, gli esseri umani, ed in particolare i bambini, sono buoni e belli.
Ok, gli esseri umani si ammalano e diventano brutti e cattivi talvolta, pensavo,
ma non fa niente, i bambini sono sempre buoni e belli
ed io sono sempre andato d'accordo con i bambini.
Con queste premesse e con un anno di fatica nell'affrontare le difficoltà dei bimbi
sono andato in contro al negativismo sfrenato dei bimbi nel secondo anno.
Non me l'aspettavo così duro, così apparentemente violento, così ostinato.
Così prolungato, così impenetrabile, così scostante.
E mi ci sono ammalato. Si, in tutta onesta, mi ci sono ammalato,
perchè, appunto, potevo accettare il cattivo del mondo,
il brutto degli esseri umani malati,
ma non avevo mai calcolato la durezza del negativismo del secondo anno.
Interpreto. Non ho potuto, io bimbo di due anni, sfogare il mio negativismo
perché i miei genitori non c'erano ed allora forse non avevo memoria inconscia
di questa fase. (Ho invece chiara memoria cosciente del negativismo
adolescenziale che mi dicono essere molto più violento
se non è venuto fuori quello del secondo anno di vita).
Adesso il negativismo comincio a capirlo, addirittura ad apprezzarlo.
E' una presa di posizione decisa. Che dice "Io sono, indipendentemente da quello che sei e fai tu".
E' una presa di posizione sanissima. E segno di identità.
Identità personale che non necessita di identificazioni
che rifiuta il bisogno di identificazioni proiettate.
"Io sono, e faccio come voglio io".
"So sbagliare da solo".
"Non ho bisogno di consigli".
"Non ho bisogno di modelli".
"Non ho bisogno di strade predefinite".
"Non sono qui per farti contento ma per fare quello che voglio".
Ok, avete ragione bimbi,
siete sempre belli ed intelligenti.
Ed io ballo e lei si arregge e si abbraccia.
___________________________
Ok, il mondo può essere brutto e cattivo talvolta, pensavo,
ma non fa niente, gli esseri umani, ed in particolare i bambini, sono buoni e belli.
Ok, gli esseri umani si ammalano e diventano brutti e cattivi talvolta, pensavo,
ma non fa niente, i bambini sono sempre buoni e belli
ed io sono sempre andato d'accordo con i bambini.
Con queste premesse e con un anno di fatica nell'affrontare le difficoltà dei bimbi
sono andato in contro al negativismo sfrenato dei bimbi nel secondo anno.
Non me l'aspettavo così duro, così apparentemente violento, così ostinato.
Così prolungato, così impenetrabile, così scostante.
E mi ci sono ammalato. Si, in tutta onesta, mi ci sono ammalato,
perchè, appunto, potevo accettare il cattivo del mondo,
il brutto degli esseri umani malati,
ma non avevo mai calcolato la durezza del negativismo del secondo anno.
Interpreto. Non ho potuto, io bimbo di due anni, sfogare il mio negativismo
perché i miei genitori non c'erano ed allora forse non avevo memoria inconscia
di questa fase. (Ho invece chiara memoria cosciente del negativismo
adolescenziale che mi dicono essere molto più violento
se non è venuto fuori quello del secondo anno di vita).
Adesso il negativismo comincio a capirlo, addirittura ad apprezzarlo.
E' una presa di posizione decisa. Che dice "Io sono, indipendentemente da quello che sei e fai tu".
E' una presa di posizione sanissima. E segno di identità.
Identità personale che non necessita di identificazioni
che rifiuta il bisogno di identificazioni proiettate.
"Io sono, e faccio come voglio io".
"So sbagliare da solo".
"Non ho bisogno di consigli".
"Non ho bisogno di modelli".
"Non ho bisogno di strade predefinite".
"Non sono qui per farti contento ma per fare quello che voglio".
Ok, avete ragione bimbi,
siete sempre belli ed intelligenti.
sabato 20 aprile 2013
QUANTO ?
Alcune, solo alcune cose riesco a raccontare.
QUANTO ?
Quanto sei buono.
Cosa hai dentro.
Quanto sei corente.
Quanto sei pulito.
Quanto sei libero da pulsioni caotiche.
Quanto sei bisognoso.
Quanto sei libero dal bisogno.
Quanto sei libero da pulsioni aggressive.
Quanto sei distruttivo.
Quanto sei propositivo.
Quante occasioni offri.
Qunato ascolti.
Quanto ricordi.
Quanto ascolti il linguaggio degli affetti.
Quanto ascolti il linguaggio del corpo.
Quanto sei isterico, nevrotico, angosciato, ansioso bramoso ...
Quanto invece sei calmo, disponibile, paziente, fiducioso, sicuro, ...
Fondamentalmente.
Quanto sei sano,
sano nei tuoi pensieri
Questo vogliono sapere i bimbi
nel loro secondo anno di vita.
E sono disposti a tutto per testate e conoscere questi aspetti.
C'è il suo bello.
Ma spesso è molto impegnativo.
Ci sto prendendo la mano.
Un poco per volta.
____________________________
Apprendimenti
QUANTO ?
Quanto sei buono.
Cosa hai dentro.
Quanto sei corente.
Quanto sei pulito.
Quanto sei libero da pulsioni caotiche.
Quanto sei bisognoso.
Quanto sei libero dal bisogno.
Quanto sei libero da pulsioni aggressive.
Quanto sei distruttivo.
Quanto sei propositivo.
Quante occasioni offri.
Qunato ascolti.
Quanto ricordi.
Quanto ascolti il linguaggio degli affetti.
Quanto ascolti il linguaggio del corpo.
Quanto sei isterico, nevrotico, angosciato, ansioso bramoso ...
Quanto invece sei calmo, disponibile, paziente, fiducioso, sicuro, ...
Fondamentalmente.
Quanto sei sano,
sano nei tuoi pensieri
Questo vogliono sapere i bimbi
nel loro secondo anno di vita.
E sono disposti a tutto per testate e conoscere questi aspetti.
C'è il suo bello.
Ma spesso è molto impegnativo.
Ci sto prendendo la mano.
Un poco per volta.
____________________________
Apprendimenti
Come apprendono.
I bimbi apprendono in modo non lineare e non strutturato.
I bimbi apprendono anche dalle informazioni errate e parziali.
I bimbi apprendono a contatto col mondo.
Camminando si impara.
Adesso che i bimbi camminano
abbiamo smesso di usare il passeggino (da un mese circa).
Per spostarci li facciamo camminare.
Quando non ce la fanno li prendiamo sulle spalle,
oppure nel marsupio sulla schiena, oppure prendiamo l'autobus
(con l'arrivo della primavera forse attrezzeremo anche le bici).
La cosa più divertente di questo periodo e portarli a camminare ovunque
e lasciarli liberi di andare dove vogliono.
(Qua nel centro di Firenze è comodo il fatto che è tutta zona pedonale).
Stiamo conoscendo letteralmente decine di negozi e ristoranti
perché i bimbi entrano ovunque e frugano ovunque.
(si sono anche fatti regalare varie cose da mangiare e non :) )
Vagano, toccano, guardano, osservano, decidono.
In totale libertà ed autonomia.
Sono convinto che questa libertà e questo contatto con il mondo,
senza nessuna costrizione, apportano apprendimenti importanti.
___
Aggiungo come commento che di solito
tendono a non separarsi troppo Linda e Luca.
Nei casi in cui si separano ci separiamo anche noi per seguirne uno ciascuno.
giovedì 11 aprile 2013
Un anno e mezzo
Ieri i bambini hanno compiuto un anno e mezzo.
Mi è ancora difficile scrivere frequentemente per raccontare fatti e pensieri.
Abbiamo dovuto affrontare molti problemi, materiali e psicologici. Dei bimbi e nostri.
Quello che più di tutto mi sento di dire
è che se il primo anno dei bimbi è difficile,
il secondo anno è difficilissimo.
E lo è in particolare nel caso di due gemelli prematuri.
Da neonati sono passati ad essere bambini.
Stanno affrontando di petto questioni riguardanti
l'autonomia, la socialità, il rifiuto, la separazione, l'indipendenza.
E tutto questo crea una forte, e probabilmente fisiologica tensione, con i genitori.
Sappiamo bene che il negativismo del secondo anno è sano
e che evita problemi in seguito.
Il nostro vivere a contatto continuo con i bimbi
ha anche esasperato certi aspetti del negativismo.
Ma da ingenui genitori sognatori, come tutti,
non pensavamo che il negativismo dei bimbi potesse sottoporci a prove psicologiche cosi dure.
In più essendoci arrivati dopo un primo anno non propriamente facile
ci siamo arrivati a corto di energie ...
Comunque se riesco a scrivere è anche perché ci sembra
di aver trovato un po' il bandolo della matassa.
Ci sembra di vedere un po' di sole.
E la giornata di oggi, finita la pioggia,
l'abbiamo passata tutta al parco a giocare felici. Era l'ora.
ciao,
a presto,
guzman.
Mi è ancora difficile scrivere frequentemente per raccontare fatti e pensieri.
Abbiamo dovuto affrontare molti problemi, materiali e psicologici. Dei bimbi e nostri.
Quello che più di tutto mi sento di dire
è che se il primo anno dei bimbi è difficile,
il secondo anno è difficilissimo.
E lo è in particolare nel caso di due gemelli prematuri.
Da neonati sono passati ad essere bambini.
Stanno affrontando di petto questioni riguardanti
l'autonomia, la socialità, il rifiuto, la separazione, l'indipendenza.
E tutto questo crea una forte, e probabilmente fisiologica tensione, con i genitori.
Sappiamo bene che il negativismo del secondo anno è sano
e che evita problemi in seguito.
Il nostro vivere a contatto continuo con i bimbi
ha anche esasperato certi aspetti del negativismo.
Ma da ingenui genitori sognatori, come tutti,
non pensavamo che il negativismo dei bimbi potesse sottoporci a prove psicologiche cosi dure.
In più essendoci arrivati dopo un primo anno non propriamente facile
ci siamo arrivati a corto di energie ...
Comunque se riesco a scrivere è anche perché ci sembra
di aver trovato un po' il bandolo della matassa.
Ci sembra di vedere un po' di sole.
E la giornata di oggi, finita la pioggia,
l'abbiamo passata tutta al parco a giocare felici. Era l'ora.
ciao,
a presto,
guzman.
lunedì 25 marzo 2013
mercoledì 20 marzo 2013
A passeggio ...
Ieri siamo andati a passeggio tutto il pomeriggio.
Ciascuno camminando da solo.
Con le sue scarpe.
Siamo andati da Via Panicale (Mercato centrale) al duomo e ritorno
(fatto salvo qualche pezzetto in braccio per piccole consolazioni).
E' stato bello e divertente.
Siamo anche andati in discoteca:
Ciascuno camminando da solo.
Con le sue scarpe.
Siamo andati da Via Panicale (Mercato centrale) al duomo e ritorno
(fatto salvo qualche pezzetto in braccio per piccole consolazioni).
E' stato bello e divertente.
Siamo anche andati in discoteca:
| Un negozio di dischi e materiale per discoteche ... con musica e luci. |
sabato 16 marzo 2013
La stanza dei giochi
Nella nuova casa abbiamo una stanza dei giochi.
Stiamo facendo via via disegni su tutte le pareti.
La foto di una parete l'avete vista tempo fa ma adesso è andata molto avanti.
Nelle foto di oggi si vede invece un'altra parete.
I disegni sulle pareti hanno seguito vari temi:
animali, oggetti quotidiani, icone, scene realistiche, simboli astratti.
Nelle foto di oggi si vedono alcune scene realistiche ed alcuni simboli astratti
(griglia, scacchiera, linea seghettata, spirale, bersaglio, onde ...
ovviamente abbiamo un gesto per indicare ciascuno di questi).
I disegni li facciamo quando abbiamo voglia, in presenza dei ragazzi.
Stiamo facendo via via disegni su tutte le pareti.
La foto di una parete l'avete vista tempo fa ma adesso è andata molto avanti.
Nelle foto di oggi si vede invece un'altra parete.
I disegni sulle pareti hanno seguito vari temi:
animali, oggetti quotidiani, icone, scene realistiche, simboli astratti.
Nelle foto di oggi si vedono alcune scene realistiche ed alcuni simboli astratti
(griglia, scacchiera, linea seghettata, spirale, bersaglio, onde ...
ovviamente abbiamo un gesto per indicare ciascuno di questi).
I disegni li facciamo quando abbiamo voglia, in presenza dei ragazzi.
venerdì 15 marzo 2013
Poteva ...
Credo che poteva andare diversamente.
Poppare il latte dalla mamma, o anche dal biberon,
è, normalmente, soddifazione profonda per il bimbo.
Nei primi mesi, Linda ha sofferto molto, fisicamente, ad ogni poppata.
Ha rischiato di associare poppata e dolore.
Rapporto e dolore.
Essere umano e dolore.
Noi, fin dall'inizio, per nostro modo di essere e pensare
abbiamo preso molte decisioni che adesso, mi rendo, conto
sono risultate fondamentali.
Siamo stati sempre presenti con i bimbi, fisicamente e psicologicamente.
Abbiamo dedicato ogni sforzo di giorno e di notte.
Li abbiamo tenuti in fascia per mesi.
Li abbiamo tenuti a contatto per mesi.
Li abbiamo fatti giocare ed allenare fisicamente in ogni modo.
Abbiamo sempre cercato di rispondere alle loro richieste ed esigenze.
Abbiamo fatto anche errori, certamente.
Abbiamo avuto anche crisi grosse.
Ma su questi punti abbiamo cercato di essere il più possibile coerenti.
Adesso, so, che senza questo approccio,
Linda poteva non riuscire a superare del tutto questo inizio molto difficile.
So, ne sono certo, che poteva andare diversamente.
Poteva appunto associare rapporto e dolore, essere umano e dolore,
essere umano ed assenza.
Ed invece Linda ne è uscita.
Linda sa che al di là del dolore fisico che ha dovuto affrontare
c'è presenza umana, c'è risposta, c'è contatto piacevole, c'è gioco,
c'è sorriso, c'è pensiero.
Linda crede ai rapporti.
____
Ciao Linda,
grazie.
Poppare il latte dalla mamma, o anche dal biberon,
è, normalmente, soddifazione profonda per il bimbo.
Nei primi mesi, Linda ha sofferto molto, fisicamente, ad ogni poppata.
Ha rischiato di associare poppata e dolore.
Rapporto e dolore.
Essere umano e dolore.
Noi, fin dall'inizio, per nostro modo di essere e pensare
abbiamo preso molte decisioni che adesso, mi rendo, conto
sono risultate fondamentali.
Siamo stati sempre presenti con i bimbi, fisicamente e psicologicamente.
Abbiamo dedicato ogni sforzo di giorno e di notte.
Li abbiamo tenuti in fascia per mesi.
Li abbiamo tenuti a contatto per mesi.
Li abbiamo fatti giocare ed allenare fisicamente in ogni modo.
Abbiamo sempre cercato di rispondere alle loro richieste ed esigenze.
Abbiamo fatto anche errori, certamente.
Abbiamo avuto anche crisi grosse.
Ma su questi punti abbiamo cercato di essere il più possibile coerenti.
Adesso, so, che senza questo approccio,
Linda poteva non riuscire a superare del tutto questo inizio molto difficile.
So, ne sono certo, che poteva andare diversamente.
Poteva appunto associare rapporto e dolore, essere umano e dolore,
essere umano ed assenza.
Ed invece Linda ne è uscita.
Linda sa che al di là del dolore fisico che ha dovuto affrontare
c'è presenza umana, c'è risposta, c'è contatto piacevole, c'è gioco,
c'è sorriso, c'è pensiero.
Linda crede ai rapporti.
____
Ciao Linda,
grazie.
giovedì 14 marzo 2013
Disegni, parole e gesti.
Un'aggiunta al post di ieri.
Nei disegni di Linda ci sembra di cogliere una certa complessità
che supera i normali freghi sul foglio.
In particolare notavamo che: sa fare linee con curve,
sa fare linee che curvano più volte senza sollevare il pennarello,
fa vari tipi di tratto: linee diritte, linee curve, punti,
e usa i vari spazi del foglio.
Quando uno la vede disegnare, nota che non fa solo freghi a caso.
Abbiamo provato anche a far dipingere i bimbi (e lo faremo ancora probabilmente)
con i colori sui fogli.
Ma ci sembrano più attratti dal concetto di linea
ed anche a noi ci attira di più perché ci sembra connesso
con le capacità di astrazione degli esseri umani di cui parlavo ieri.
_____________________________
Parole e gesti.
Parole e gesti stanno dilagando.
Aver introdotto dei gesti per potersi riferire a vari oggetti
si è rivelato divertentissimo.
Sono ormai svariate decine i gesti che conoscono ed usano
e cominciano a costruirci piccole frasi e racconti.
E' bello vederli provare a dire i loro pensieri usando i gesti
adesso che ancora non sanno parlare.
Sanno dire per esempio a gesti:
"Mi viene in mente la signora del piano di sopra che cullava il gatto per le scale".
Ovviamente lo dicono molto più rozzamente
ma noi che viviamo con loro 24 ore al giorno lo capiamo
quando vediamo i gesti che signficano: "gatto, cullare, su, scale".
Oppure "In biblioteca ci sono tanti libri, tanti bambini ed una statua con capelli, occhi, bocca, mano e poppe". In questo caso conoscono un segno per ognuna delle parole della frase
compreso la parola "tanti" (ma esclusa la parola biblioteca) per cui alla domanda
"andiamo in biblioteca?" sorridono e rispondono con:
"tanti, libri, bambini, statua, capelli, occhi, bocca, mano, poppe".
Abbiamo introdotto segni per decine di animali e per decine di parole, tra cui:
albero, ascensore, pelliccia, frullatore, avvitatore, forbici, martello, bersaglio, griglia,
lampeggiare, sirena, lungo, piccolo, grande, duro, morbido, phon, buono, biscotto,
ciucciare, chitarra, tamburo, tromba, spirale, strisce, bandiera, gru, pioggia, cacciavite,
salire, volare, aereo, freccia, tastiera, rastrello, pala, freddo, caldo, chiave, freno,
campana, altalena, sole, bambino, statua, libro, cullare, fumo, erba, palla,
pulire, saltare, corona, ..."
A volte è difficile anche per noi ricordarli
(anche se per fortuna ci siamo sempre divertiti con i giochi di memoria)
e spesso è difficile decifrare alcuni loro segni perché sono approssimativi nel farli e
perché li abbiamo scelti troppo difficili o
perché abbiamo scelto segni troppo simili per parole diverse.
Avvengono anche fenomeni curiosi ed interessanti:
il segno di zebra è passato a voler dire anche strisce comprese quelle pedonali,
il segno di giraffa è passato a voler dire anche lungo oppure collo.
Linda, oltre ad usare tanti gesti, comincia a dire anche tante parole.
Tra cui: mamma, babbo, linda, luca, nonno, nonna, (elisa)betta, latte, rosso, verde, grande,
osso, occhio, blu, poppa, piede, mano, gatto, pappa, cucchiaio, ...
[Se trovo il modo ed il tempo faccio un video con i gesti che usiamo.
E' utile anche a noi per fissare un po' le idee anche se l'allenamento
migliore sono ovviamente le richieste continue di Linda e Luca].
ciao,
guzman.
[Quando finisce la pioggia facciamo nuove foto].
Nei disegni di Linda ci sembra di cogliere una certa complessità
che supera i normali freghi sul foglio.
In particolare notavamo che: sa fare linee con curve,
sa fare linee che curvano più volte senza sollevare il pennarello,
fa vari tipi di tratto: linee diritte, linee curve, punti,
e usa i vari spazi del foglio.
Quando uno la vede disegnare, nota che non fa solo freghi a caso.
Abbiamo provato anche a far dipingere i bimbi (e lo faremo ancora probabilmente)
con i colori sui fogli.
Ma ci sembrano più attratti dal concetto di linea
ed anche a noi ci attira di più perché ci sembra connesso
con le capacità di astrazione degli esseri umani di cui parlavo ieri.
_____________________________
Parole e gesti.
Parole e gesti stanno dilagando.
Aver introdotto dei gesti per potersi riferire a vari oggetti
si è rivelato divertentissimo.
Sono ormai svariate decine i gesti che conoscono ed usano
e cominciano a costruirci piccole frasi e racconti.
E' bello vederli provare a dire i loro pensieri usando i gesti
adesso che ancora non sanno parlare.
Sanno dire per esempio a gesti:
"Mi viene in mente la signora del piano di sopra che cullava il gatto per le scale".
Ovviamente lo dicono molto più rozzamente
ma noi che viviamo con loro 24 ore al giorno lo capiamo
quando vediamo i gesti che signficano: "gatto, cullare, su, scale".
Oppure "In biblioteca ci sono tanti libri, tanti bambini ed una statua con capelli, occhi, bocca, mano e poppe". In questo caso conoscono un segno per ognuna delle parole della frase
compreso la parola "tanti" (ma esclusa la parola biblioteca) per cui alla domanda
"andiamo in biblioteca?" sorridono e rispondono con:
"tanti, libri, bambini, statua, capelli, occhi, bocca, mano, poppe".
Abbiamo introdotto segni per decine di animali e per decine di parole, tra cui:
albero, ascensore, pelliccia, frullatore, avvitatore, forbici, martello, bersaglio, griglia,
lampeggiare, sirena, lungo, piccolo, grande, duro, morbido, phon, buono, biscotto,
ciucciare, chitarra, tamburo, tromba, spirale, strisce, bandiera, gru, pioggia, cacciavite,
salire, volare, aereo, freccia, tastiera, rastrello, pala, freddo, caldo, chiave, freno,
campana, altalena, sole, bambino, statua, libro, cullare, fumo, erba, palla,
pulire, saltare, corona, ..."
A volte è difficile anche per noi ricordarli
(anche se per fortuna ci siamo sempre divertiti con i giochi di memoria)
e spesso è difficile decifrare alcuni loro segni perché sono approssimativi nel farli e
perché li abbiamo scelti troppo difficili o
perché abbiamo scelto segni troppo simili per parole diverse.
Avvengono anche fenomeni curiosi ed interessanti:
il segno di zebra è passato a voler dire anche strisce comprese quelle pedonali,
il segno di giraffa è passato a voler dire anche lungo oppure collo.
Linda, oltre ad usare tanti gesti, comincia a dire anche tante parole.
Tra cui: mamma, babbo, linda, luca, nonno, nonna, (elisa)betta, latte, rosso, verde, grande,
osso, occhio, blu, poppa, piede, mano, gatto, pappa, cucchiaio, ...
[Se trovo il modo ed il tempo faccio un video con i gesti che usiamo.
E' utile anche a noi per fissare un po' le idee anche se l'allenamento
migliore sono ovviamente le richieste continue di Linda e Luca].
ciao,
guzman.
[Quando finisce la pioggia facciamo nuove foto].
martedì 12 marzo 2013
Primi disegni di Linda
Linda ha iniziato a fare dei disegni su carta.
Questi sono i suoi primi disegni fatti in totale autonomia.
La cosa bella è che dopo mentre disegna guarda il disegno
e fa il gesto che indica il gatto oppure l'areo ... per dire che le sembra un gatto oppure un areo.
Il fatto ci ha molto meravigliato.
E quando uno le dice "hai fatto un gatto?!!!" lei ride soddisfatta.
![]() |
| In questo disegno diceva di aver fatto la M di mamma ed in effetti c'è una M evidente |
![]() |
| In questo disegno diceva di aver raffigurato un pesce. |
lunedì 11 marzo 2013
Disegni, parole, linee
L'ho già detto.
La capacità dei bambini di riconoscere disegni è formidabile.
Riconoscono disegni fatti male, disegni sovrapposti, disegni parziali.
Più di una volta ho notato che sono in grado di riconoscere disegni anche se visibili
solo in piccola parte.
Hanno interiorizzato i tratti salienti delle figure
e sono perciò in grado di riconoscerle anche vedendo solo qualche linea.
Gli esseri umani fanno un processo di astrazione geniale
che porta dalla visione delle cose del mondo
alla loro raffigurazione con linee essenziali.
_____
Abbiamo lavorato tanto con i bimbi con figure e linee.
I libri sono sempre presenti durante l'arco della giornata,
dal risveglio fino al momento di andare a letto.
Nel corso dei mesi si è passati da una modalità passiva
in cui ascoltavano le nostre descrizioni dei contenuti dei libri
e ci vedevano girare le pagine,
ad una modalità attiva in cui sono loro a scegliere i libri,
a girare le pagine, ad indicare ciò che conoscono o ciò di cui vogliono sapere il nome.
Non solo, dalle mere descrizioni di immagini,
si sta passando, piano piano, alla costruzione di storie.
Linda in questo periodo ha scoperto biancaneve e non smette di chiedere
che le si racconti la storia.
Non è più possibile leggere un unico libro simultaneamente a Luca e Linda,
perché ciascuno vuole il suo e vuole gestirlo da solo.
Le immagini sono poi presenti in tutte le pareti della stanza dei giochi.
dove si è passati da disegni realistici a disegni stilizzati a tratti fatti da loro stessi.
In questo periodo di pioggia avviene inoltre che passiamo i pomeriggi interi
nella biblioteca delle oblate. [E' una biblioteca bellissima e lo spazio per i bimbi e curatissimo].
Quando siamo li, giocano, disegnano, osservano gli altri, pescano tra le migliaia di libri disponibili.
E' un bel momento per tutti. Noi ci rilassiamo e loro si divertono e si danno da fare.
_____
Seguire i processi connessi con disegni, parole e linee è veramente bellissimo.
Ci stiamo dedicando più che possiamo.
Sembra che li interessi spesso anche più dei normali giochi.
La capacità dei bambini di riconoscere disegni è formidabile.
Riconoscono disegni fatti male, disegni sovrapposti, disegni parziali.
Più di una volta ho notato che sono in grado di riconoscere disegni anche se visibili
solo in piccola parte.
Hanno interiorizzato i tratti salienti delle figure
e sono perciò in grado di riconoscerle anche vedendo solo qualche linea.
Gli esseri umani fanno un processo di astrazione geniale
che porta dalla visione delle cose del mondo
alla loro raffigurazione con linee essenziali.
_____
Abbiamo lavorato tanto con i bimbi con figure e linee.
I libri sono sempre presenti durante l'arco della giornata,
dal risveglio fino al momento di andare a letto.
Nel corso dei mesi si è passati da una modalità passiva
in cui ascoltavano le nostre descrizioni dei contenuti dei libri
e ci vedevano girare le pagine,
ad una modalità attiva in cui sono loro a scegliere i libri,
a girare le pagine, ad indicare ciò che conoscono o ciò di cui vogliono sapere il nome.
Non solo, dalle mere descrizioni di immagini,
si sta passando, piano piano, alla costruzione di storie.
Linda in questo periodo ha scoperto biancaneve e non smette di chiedere
che le si racconti la storia.
Non è più possibile leggere un unico libro simultaneamente a Luca e Linda,
perché ciascuno vuole il suo e vuole gestirlo da solo.
Le immagini sono poi presenti in tutte le pareti della stanza dei giochi.
dove si è passati da disegni realistici a disegni stilizzati a tratti fatti da loro stessi.
In questo periodo di pioggia avviene inoltre che passiamo i pomeriggi interi
nella biblioteca delle oblate. [E' una biblioteca bellissima e lo spazio per i bimbi e curatissimo].
Quando siamo li, giocano, disegnano, osservano gli altri, pescano tra le migliaia di libri disponibili.
E' un bel momento per tutti. Noi ci rilassiamo e loro si divertono e si danno da fare.
_____
Seguire i processi connessi con disegni, parole e linee è veramente bellissimo.
Ci stiamo dedicando più che possiamo.
Sembra che li interessi spesso anche più dei normali giochi.
domenica 10 marzo 2013
Quel quid detto realtà interna umana
Ho sempre sentito nel rapporto con i bambini
che ero in grado di recepire e rispondere ad un certo nonsocchè
che era da subito motivo di intesa, gioco, comunicazione, sorriso.
Ho sempre sentito che quel nonsocché
era la cosa che più contava per me e per i bambini.
Ho sempre pensato che quel nonsocché
era ciò che rendeva gli esseri umani, umani.
Mi sono innamorato della frase letta una volta
che diceva che "la libertà è l'obbligo di essere esseri umani".
Negli anni c'è stato poi chi mi ha raccontato e spiegato
che quel nonsocché è la realtà interna umana:
l'affettività, la recettività, l'interesse.
Pensavo che avendo questi strumenti in mano
il rapporto con Linda e Luca sarebbe stato più immediato e facile.
E' costato invece lavoro. Molto lavoro.
Il lavoro che ho raccontato nei mesi scorsi.
E' costato il lavoro di separarsi definitivamente dalle proprie realtà interne malate.
E' costato il lavoro di separarsi dai genitori.
Via via che Luca e Linda crescono questa spinta a lavorare
sulla propria capacità di realizzare rapporti sani e puliti
si è fatta sempre più forte.
La capacità di Linda e Luca di comprendere meglio il senso umano dei rapporti
ha costretto noi ad andare oltre nel cammino fatto.
Penso, credo, spero, di aver superato questo passo difficile.
Penso, credo, spero, di aver imparato tanto per il futuro.
Dicono che la tendenza a vedere le cose in negativo
che i bimbi hanno nel secondo anno di vita è legata
alla cresciuta autonomia e indipendenza.
"No, non mi va, voglio dire la mia!".
Dicono che il negativismo del secondo anno sia sano
e che evita grosse crisi in seguito.
Spero che sia così.
Dato che Linda ci ha sottoposto a periodi di duro negativismo.
C'è chi dice: bambini grandi, problemi grandi.
Io credo che i problemi dei bimbi piccoli sono problemi da affrontare subito.
Se non si riesce ad affrontarli subito diventano problemi grandi.
Questo è ciò su cui abbiamo lavorato in questi mesi.
__________________________________________
Varie:
- Ieri abbiamo comprato una "moto" a Linda e Luca [leggi: un quadriciclo senza pedali].
E' bellissimo vederli provare ad andare.
Sono entrambe molto attratti e fanno un sacco di esperimenti.
Mi commuovono in queste cose.
Ognuno apporta le sue idee e le sue prove.
Poi l'altro imita ed aggiunge del suo.
- Linda si è del tutto ripresa dal mese di morbosità acuta che aveva avuto in uruguay.
La cosa ci rende contenti e ci fa finalmente respirare
perché anche con tutta la buona volontà del mondo
era difficile reggere ad una morbosità così estrema.
Sapevo che i bambini sono ossessivi, pensavo di capirli perché sono ossessivo anche io,
ma non credevo potessero essere COSI ossessivi.
- Più di una volta siamo rimasti sorpresi dalle capacità di memorizzazione
di Linda e Luca.
Luca, sentendoci dire la parola insetto, ha fatto di tutto per spiegarci
che si ricordava che mesi fa c'era un piccolo insetto sotto al materasso.
Linda, pur non avendoci giocato quasi mai, ha memorizzato tutti i versi associati
ai bottoni di un gioco.
Linda, dopo aver visto un libro due volte con varie immagini di animali nascoste
sotto linguette delle pagine,
ricordava quasi tutte le immagini nascoste e faceva il verso dell'animale prima di sollevare la linguetta.
- Sia Linda che Luca hanno fatto un balzo in avanti nella comprensione del senso delle cose
e nell'interesse per la socialità.
- Luca adora imitare Linda. Ma ultimamente anche Linda ha preso ad imitare Luca.
- Da un mese ormai i bimbi fanno una sola dormita durante il giorno.
Dormono dopo pranzo dalle 13 alle 15 circa.
Questo lascia a noi pochissimo tempo "libero". Pressoché nulla.
ciao,
guzman.
che ero in grado di recepire e rispondere ad un certo nonsocchè
che era da subito motivo di intesa, gioco, comunicazione, sorriso.
Ho sempre sentito che quel nonsocché
era la cosa che più contava per me e per i bambini.
Ho sempre pensato che quel nonsocché
era ciò che rendeva gli esseri umani, umani.
Mi sono innamorato della frase letta una volta
che diceva che "la libertà è l'obbligo di essere esseri umani".
Negli anni c'è stato poi chi mi ha raccontato e spiegato
che quel nonsocché è la realtà interna umana:
l'affettività, la recettività, l'interesse.
Pensavo che avendo questi strumenti in mano
il rapporto con Linda e Luca sarebbe stato più immediato e facile.
E' costato invece lavoro. Molto lavoro.
Il lavoro che ho raccontato nei mesi scorsi.
E' costato il lavoro di separarsi definitivamente dalle proprie realtà interne malate.
E' costato il lavoro di separarsi dai genitori.
Via via che Luca e Linda crescono questa spinta a lavorare
sulla propria capacità di realizzare rapporti sani e puliti
si è fatta sempre più forte.
La capacità di Linda e Luca di comprendere meglio il senso umano dei rapporti
ha costretto noi ad andare oltre nel cammino fatto.
Penso, credo, spero, di aver superato questo passo difficile.
Penso, credo, spero, di aver imparato tanto per il futuro.
Dicono che la tendenza a vedere le cose in negativo
che i bimbi hanno nel secondo anno di vita è legata
alla cresciuta autonomia e indipendenza.
"No, non mi va, voglio dire la mia!".
Dicono che il negativismo del secondo anno sia sano
e che evita grosse crisi in seguito.
Spero che sia così.
Dato che Linda ci ha sottoposto a periodi di duro negativismo.
C'è chi dice: bambini grandi, problemi grandi.
Io credo che i problemi dei bimbi piccoli sono problemi da affrontare subito.
Se non si riesce ad affrontarli subito diventano problemi grandi.
Questo è ciò su cui abbiamo lavorato in questi mesi.
__________________________________________
Varie:
- Ieri abbiamo comprato una "moto" a Linda e Luca [leggi: un quadriciclo senza pedali].
E' bellissimo vederli provare ad andare.
Sono entrambe molto attratti e fanno un sacco di esperimenti.
Mi commuovono in queste cose.
Ognuno apporta le sue idee e le sue prove.
Poi l'altro imita ed aggiunge del suo.
- Linda si è del tutto ripresa dal mese di morbosità acuta che aveva avuto in uruguay.
La cosa ci rende contenti e ci fa finalmente respirare
perché anche con tutta la buona volontà del mondo
era difficile reggere ad una morbosità così estrema.
Sapevo che i bambini sono ossessivi, pensavo di capirli perché sono ossessivo anche io,
ma non credevo potessero essere COSI ossessivi.
- Più di una volta siamo rimasti sorpresi dalle capacità di memorizzazione
di Linda e Luca.
Luca, sentendoci dire la parola insetto, ha fatto di tutto per spiegarci
che si ricordava che mesi fa c'era un piccolo insetto sotto al materasso.
Linda, pur non avendoci giocato quasi mai, ha memorizzato tutti i versi associati
ai bottoni di un gioco.
Linda, dopo aver visto un libro due volte con varie immagini di animali nascoste
sotto linguette delle pagine,
ricordava quasi tutte le immagini nascoste e faceva il verso dell'animale prima di sollevare la linguetta.
- Sia Linda che Luca hanno fatto un balzo in avanti nella comprensione del senso delle cose
e nell'interesse per la socialità.
- Luca adora imitare Linda. Ma ultimamente anche Linda ha preso ad imitare Luca.
- Da un mese ormai i bimbi fanno una sola dormita durante il giorno.
Dormono dopo pranzo dalle 13 alle 15 circa.
Questo lascia a noi pochissimo tempo "libero". Pressoché nulla.
ciao,
guzman.
sabato 9 marzo 2013
Perdersi
Mi sono perso.
Mi sono perso nel buio.
Sono andato troppo indietro, troppo a fondo.
Non ho più potuto scrivere.
Uruguay. Dolore.
Tanto dolore per me in uruguay.
Nel ripensarmi bambino.
Nel rivivere tutto il mio passato.
Dolore paralizzante.
Ho visto quello che ero.
Ho visto quello che è stato.
Ho visto quelli che mi conoscevano quando ero piccolo.
Ho visto me nelle immagini che loro hanno di me.
Ho visto me nei gesti che loro hanno per me.
Ho visto cose di me che voglio recuperare.
Ho visto l'origine di angosce che voglio cacciare.
__________________________________
L'uomo solo fa la fantasia di sparizione contro il mondo.
L'uomo solo perde il rapporto con la realtà.
L'uomo solo perde il rapporto con il tempo
e lascia che passino gli anni senza procedere.
I bambini sono quanto di più frustrante ci sia per la fantasia di sparizione.
Sono li.
Sono esigenti.
Vanno avanti.
Esigono presenza.
___________________________________
Ricominciò cosi a scrivere.
Questa volta davvero.
ciao,
a domani,
guzman.
Mi sono perso nel buio.
Sono andato troppo indietro, troppo a fondo.
Non ho più potuto scrivere.
Uruguay. Dolore.
Tanto dolore per me in uruguay.
Nel ripensarmi bambino.
Nel rivivere tutto il mio passato.
Dolore paralizzante.
Ho visto quello che ero.
Ho visto quello che è stato.
Ho visto quelli che mi conoscevano quando ero piccolo.
Ho visto me nelle immagini che loro hanno di me.
Ho visto me nei gesti che loro hanno per me.
Ho visto cose di me che voglio recuperare.
Ho visto l'origine di angosce che voglio cacciare.
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L'uomo solo fa la fantasia di sparizione contro il mondo.
L'uomo solo perde il rapporto con la realtà.
L'uomo solo perde il rapporto con il tempo
e lascia che passino gli anni senza procedere.
I bambini sono quanto di più frustrante ci sia per la fantasia di sparizione.
Sono li.
Sono esigenti.
Vanno avanti.
Esigono presenza.
___________________________________
Ricominciò cosi a scrivere.
Questa volta davvero.
ciao,
a domani,
guzman.
lunedì 18 febbraio 2013
Colazione da soli
Provo a riprendere il filo.
Sono molte le cose che non ho raccontato di questo ultimo mese.
E' stato un mese molto difficile.
Sto provando a ripartire con gli scritti ed a mettere a posto le idee.
Ma per non diventare troppo astratto e, con ciò, ritrovarmi a non compicciare nulla,
inizio col raccontare un fatto semplice ma di cui siamo fieri:
i bimbi fanno colazione da soli già da un po'.
Li mettiamo davanti ad un tavolino e sul tavolino mettiamo due tazze di yogourt,
cucchiaini, fette biscottate.
Si organizzano da soli e mangiano tranquilli senza fare troppo disastro.
Sono contenti e lo fanno con piacere.
E noi abbiamo 20 minuti per fare la nostra colazione in relativa tranquillità.
Fin'ora li mettevamo in piedi davanti al tavolino, stile bar.
Da oggi hanno iniziato a fare colazione seduti:
Sono molte le cose che non ho raccontato di questo ultimo mese.
E' stato un mese molto difficile.
Sto provando a ripartire con gli scritti ed a mettere a posto le idee.
Ma per non diventare troppo astratto e, con ciò, ritrovarmi a non compicciare nulla,
inizio col raccontare un fatto semplice ma di cui siamo fieri:
i bimbi fanno colazione da soli già da un po'.
Li mettiamo davanti ad un tavolino e sul tavolino mettiamo due tazze di yogourt,
cucchiaini, fette biscottate.
Si organizzano da soli e mangiano tranquilli senza fare troppo disastro.
Sono contenti e lo fanno con piacere.
E noi abbiamo 20 minuti per fare la nostra colazione in relativa tranquillità.
Fin'ora li mettevamo in piedi davanti al tavolino, stile bar.
Da oggi hanno iniziato a fare colazione seduti:
___
lunedì 11 febbraio 2013
Foto in Uruguay
So cosa vorrei raccontarvi del viaggio e di questo periodo
ma devo recuperare un po' di energie e forze.
Vi racconto solo per ora che
Luca e Linda stanno crescendo ed imparando a velocità vertiginosa.
Le parole che conoscono non si contano più (siamo nell'ordine del centinaio a occhio e croce, forse più). La comprensione del linguaggio si è molto evoluta e capiscono frasi sempre più complesse.
Usano anche i segni e gesti che hanno imparato per esprimersi.
Ma soprattutto: ADESSO CAMMINANO TUTTI E DUE.
Hanno iniziato insieme circa 5 giorni fa.
Vederli iniziare a camminare è stato un momento bellisimo. Molto emozionante.
Devo dire che sono strafelice di aver lasciato che imparassero da soli senza aiuti,
rende tutto più bello e loro nel riuscire si sentono
molto felici, eccitati, fieri e vogliosi di continuare ad esplorare.
Imitando me che disegno per loro sui muri
hanno iniziato anche loro a fare linee e ghirigori sui muri usando i gessi.
(devo mettere qua una foto dei nuovi disegni sui muri ...)
Ecco alcune foto dell'Uruguay.
La maggior parte delle foto sono state fatte dai miei zii.
ma devo recuperare un po' di energie e forze.
Vi racconto solo per ora che
Luca e Linda stanno crescendo ed imparando a velocità vertiginosa.
Le parole che conoscono non si contano più (siamo nell'ordine del centinaio a occhio e croce, forse più). La comprensione del linguaggio si è molto evoluta e capiscono frasi sempre più complesse.
Usano anche i segni e gesti che hanno imparato per esprimersi.
Ma soprattutto: ADESSO CAMMINANO TUTTI E DUE.
Hanno iniziato insieme circa 5 giorni fa.
Vederli iniziare a camminare è stato un momento bellisimo. Molto emozionante.
Devo dire che sono strafelice di aver lasciato che imparassero da soli senza aiuti,
rende tutto più bello e loro nel riuscire si sentono
molto felici, eccitati, fieri e vogliosi di continuare ad esplorare.
Imitando me che disegno per loro sui muri
hanno iniziato anche loro a fare linee e ghirigori sui muri usando i gessi.
(devo mettere qua una foto dei nuovi disegni sui muri ...)
Ecco alcune foto dell'Uruguay.
La maggior parte delle foto sono state fatte dai miei zii.
(in realtà al mare siamo andati solo due volte ... non era cosi facile andarci)
sabato 9 febbraio 2013
Tornati dall'uruguay
Siamo tornati dall'uruguay.
Scrivo usando una connessione precaria che non mi permette di fare grandi post.
Il viaggio è stato nel complesso un viaggio faticoso ed impegnativo per i bimbi e noi.
I bimbi si sono sentiti spaesati e non hanno trovato un ritmo nelle cose che succedevano
e questo li ha stressati.
Qualcosa abbiamo imparato ed io in particolare ho potuto ripensare profondamente al mio passato.
Scriverò meglio appena potrò.
Scrivo usando una connessione precaria che non mi permette di fare grandi post.
Il viaggio è stato nel complesso un viaggio faticoso ed impegnativo per i bimbi e noi.
I bimbi si sono sentiti spaesati e non hanno trovato un ritmo nelle cose che succedevano
e questo li ha stressati.
Qualcosa abbiamo imparato ed io in particolare ho potuto ripensare profondamente al mio passato.
Scriverò meglio appena potrò.
venerdì 11 gennaio 2013
Partiamo per l'Uruguay
Non ho avuto modo di scrivere in questi giorni.
Eravamo nella nuova casa senza internet ancora.
Siamo in partenza per l'uruguay.
Torneremo il 6 Febbraio.
Vi racconterò poi.
Quando torneremo saremo definitivamente nella nuova casa in via Panicale
[e ci vorrà un po' per attivare internet].
Ciao a tutti,
a presto,
guzman.
Eravamo nella nuova casa senza internet ancora.
Siamo in partenza per l'uruguay.
Torneremo il 6 Febbraio.
Vi racconterò poi.
Quando torneremo saremo definitivamente nella nuova casa in via Panicale
[e ci vorrà un po' per attivare internet].
Ciao a tutti,
a presto,
guzman.
venerdì 4 gennaio 2013
Appunti 37.
Ieri ed oggi siamo tornati al parco.
C'era un bel sole ed il terreno non era troppo umido.
Siamo andati ad un parco nuovo.
I bimbi hanno giocato come selvaggi, nella ghiaia e tra le foglie.
Sono saliti e scesi dallo scivolo, da soli.
Siamo stati molto bene.
Diminutivi.
E' comune parlare ai bambini usando diminutivi.
A me non piace, sono contrario.
Ora, potrei capire quando uno dice "fammi vedere il tuo ditino"
perché il dito del bambino è piccolo … ma poi ci ripenso e non accetto neanche quello.
Il ditino, il piedino, la magliettina, la casettina, l'orsettino, la giraffina …
Si crea così un linguaggio per il mondo dei bimbi
come se il mondo dei bimbi non fosse il nostro stesso mondo.
Dietro la scusa di dare al diminutivo il senso di vezzeggiativo
si nasconde il pensiero che il mondo dei bambini è un mondo diverso dal nostro
o il pensiero che i bimbi non fanno parte del nostro stesso mondo.
Li si vezzeggia, si indora ogni frase, si altera ogni parola
per convincerli a fare le cose, per sedurli …
e si crea così un mondo ed un linguaggio falso.
Il mondo dei bimbi è il nostro stesso mondo.
Ed i bimbi non sono diversi dagli adulti:
sono più piccoli di dimensioni, conoscono meno cose,
ma sono esseri umani completi.
Non è l'uso della ragione, la conoscenza, l'educazione, le regole
che li rendono completi. Sono già completi alla nascita come esseri umani
anche se non hanno la forza di un adulto e non conoscono il linguaggio degli adulti.
Parlate ai bimbi seriamente e vi risponderanno seriamente.
Parlate ai bimbi con secondi fini nascosti
ed impareranno a fare le cose con un secondo fine.
"Ti metto la giacca perché è tardi e dobbiamo andare a casa".
Magari si arrabbia però capisce.
Piuttosto che:
"Mettiamoci la giacchina perché hai sonno e devi fare la nannina".
Vetri appannati.
D'inverno i vetri delle finestre si appannano,
da soli o con un po' di fiato.
Non c'è miglior occasione al risveglio
che giocare a fare disegni sui vetri appannati.
E' un gioco sano, fantasioso e divertente.
Una volta ricordo, e lo ricorderanno i ragazzi della ex 1F adesso in 3F,
che feci tutta la mia lezione in classe usando le grandi vetrate appannate come lavagna.
E tutti ovviamente volevano venire alla "lavagna" a fare gli esercizi.
Recentemente Linda sta proprio chiedendo di usare penne e matite
per provare a fare freghi (su carta e muri).
Fa il gesto con la mano e chiede di avere una penna.
Animali.
E' curiosa questa cosa per cui i bimbi vedono dal vivo
relativamente poche specie di animali (piccioni, formiche, cani, gatti, uccelli, … poco più),
però imparano subito il concetto di "animale"
ed imparano a riconoscere tanti altri animali che hanno visto solo in foto o solo disegnati.
Non so se questo avviene perché gli animali sono ovviamente molto attraenti per i bimbi
(gli animali sono vivi, si muovono, fanno versi, alcuni hanno la pelliccia, altri volano, …)
o perché c'è qualcosa di istintivo o comportamentalmente ereditario che ci fa riconoscere l'importanza di vari elementi naturali: alberi, foglie, sassi, animali, sole, acqua, …
Arrampicarsi e Procedimenti.
Luca è attratto non solo dai meccanismi ma anche dai procedimenti:
dalle sequenze di passi che portano a un risultato.
I passi per far funzionare il frullatore, i passi per accendere il fuoco (come gli mostra il nonno),
ecc.
Anche linda è attratta dalle sequenze di passi che portano a un risultato
ma nel senso materiale: le piace fare arrampicate folli.
"metto la mano qui, il piede la, poi la mano li …".
Riesce a salire in posti dove non ti aspetti.
Riesce a salire da sola sulle sedie e poi prosegue ad arrampicarsi sulla spalliera della sedia.
Senza separare le variabili.
Parlavo ieri di come apprendono i bimbi.
C'è un gioco che abbiamo comprato che mi fa ritornare sull'argomento.
Nel gioco ci sono dei bottoni a forma di triangolo verde, quadrato rosso, cerchio giallo e stella blu
che quando premuti fanno sentire una voce che descrive il bottone stesso: "quadrato rosso", ecc.
Il gioco è previsto per imparare piano piano forme e colori.
La cosa interessante è che si mischiano i due concetti
ed ogni bottone e diverso dagli altri SIA per forma CHE per colore.
Si potrebbe pensare che separare i due apprendimenti, forme e colori,
possa risultare più semplice. Si potrebbe pensare che dire solo la forma del bottone
o dire solo il colore del bottone semplifichi il problema di comprendere il senso delle parole
e che perciò renda più facile l'apprendimento.
Chi ha pensato il gioco invece sa bene che la riduzione dei problemi in problemi più piccoli
non è sempre la miglior scelta con i bambini.
Il cervello, incrociando informazioni di ogni genere, e raccogliendo informazioni in ogni momento,
riesce a districarsi anche quando ci sono più nozioni che si sovrappongono
ed, anzi, probabilmente preferisce questa situazione perché rende l'apprendimento più ricco.
Mi viene da pensare ai grandi sistemi informatici di oggi,
tipo il sistema di ricerca di informazioni di Google.
Sistemi del genere si trovano nelle condizioni di dover estrapolare il senso delle pagine web
in mezzo a miliardi di variabili.
Ci riescono solo con una potenza di calcolo enorme e sfruttando la presenza in rete di
una quantità di dati mostruosa che fa si che anche piccoli schemi semantici
diventino apprezzabili.
Il nostro cervello riesce a fare la stessa avendo a disposizione molti meno dati.
Giochi di bambini.
Sempre di più i giochi che i bimbi fanno sono giochi di bambini
e non più giochi di neonati.
Questo rende le giornate più facili.
E' più facile intendersi e comincio a ritrovare il divertimento che ho sempre provato
a giocare con i bambini. Mi sembrava, e la cosa mi metteva in seria crisi, di averlo perso.
Ninne nanne.
Giusto per nostro ricordo, queste sono le principali
ninne nanne che abbiamo usato col passare dei mesi:
"In the jungle, the mighty jungle ..."
ah ah ah ... oh oh oh (semplicemente le vocali A ed O ripetute in questo modo)
"Un elefante si dondolava ..."
"Estamos invitados a tomar el tè ..." (canzone di Maria Elena Walsh)
"Fischia il vento ... "
"Bella Ciao"
ah ah ah ... oh oh oh (la più usata, anche su loro richiesta che se la cantano da soli)
C'era un bel sole ed il terreno non era troppo umido.
Siamo andati ad un parco nuovo.
I bimbi hanno giocato come selvaggi, nella ghiaia e tra le foglie.
Sono saliti e scesi dallo scivolo, da soli.
Siamo stati molto bene.
Diminutivi.
E' comune parlare ai bambini usando diminutivi.
A me non piace, sono contrario.
Ora, potrei capire quando uno dice "fammi vedere il tuo ditino"
perché il dito del bambino è piccolo … ma poi ci ripenso e non accetto neanche quello.
Il ditino, il piedino, la magliettina, la casettina, l'orsettino, la giraffina …
Si crea così un linguaggio per il mondo dei bimbi
come se il mondo dei bimbi non fosse il nostro stesso mondo.
Dietro la scusa di dare al diminutivo il senso di vezzeggiativo
si nasconde il pensiero che il mondo dei bambini è un mondo diverso dal nostro
o il pensiero che i bimbi non fanno parte del nostro stesso mondo.
Li si vezzeggia, si indora ogni frase, si altera ogni parola
per convincerli a fare le cose, per sedurli …
e si crea così un mondo ed un linguaggio falso.
Il mondo dei bimbi è il nostro stesso mondo.
Ed i bimbi non sono diversi dagli adulti:
sono più piccoli di dimensioni, conoscono meno cose,
ma sono esseri umani completi.
Non è l'uso della ragione, la conoscenza, l'educazione, le regole
che li rendono completi. Sono già completi alla nascita come esseri umani
anche se non hanno la forza di un adulto e non conoscono il linguaggio degli adulti.
Parlate ai bimbi seriamente e vi risponderanno seriamente.
Parlate ai bimbi con secondi fini nascosti
ed impareranno a fare le cose con un secondo fine.
"Ti metto la giacca perché è tardi e dobbiamo andare a casa".
Magari si arrabbia però capisce.
Piuttosto che:
"Mettiamoci la giacchina perché hai sonno e devi fare la nannina".
Vetri appannati.
D'inverno i vetri delle finestre si appannano,
da soli o con un po' di fiato.
Non c'è miglior occasione al risveglio
che giocare a fare disegni sui vetri appannati.
E' un gioco sano, fantasioso e divertente.
Una volta ricordo, e lo ricorderanno i ragazzi della ex 1F adesso in 3F,
che feci tutta la mia lezione in classe usando le grandi vetrate appannate come lavagna.
E tutti ovviamente volevano venire alla "lavagna" a fare gli esercizi.
Recentemente Linda sta proprio chiedendo di usare penne e matite
per provare a fare freghi (su carta e muri).
Fa il gesto con la mano e chiede di avere una penna.
Animali.
E' curiosa questa cosa per cui i bimbi vedono dal vivo
relativamente poche specie di animali (piccioni, formiche, cani, gatti, uccelli, … poco più),
però imparano subito il concetto di "animale"
ed imparano a riconoscere tanti altri animali che hanno visto solo in foto o solo disegnati.
Non so se questo avviene perché gli animali sono ovviamente molto attraenti per i bimbi
(gli animali sono vivi, si muovono, fanno versi, alcuni hanno la pelliccia, altri volano, …)
o perché c'è qualcosa di istintivo o comportamentalmente ereditario che ci fa riconoscere l'importanza di vari elementi naturali: alberi, foglie, sassi, animali, sole, acqua, …
Arrampicarsi e Procedimenti.
Luca è attratto non solo dai meccanismi ma anche dai procedimenti:
dalle sequenze di passi che portano a un risultato.
I passi per far funzionare il frullatore, i passi per accendere il fuoco (come gli mostra il nonno),
ecc.
Anche linda è attratta dalle sequenze di passi che portano a un risultato
ma nel senso materiale: le piace fare arrampicate folli.
"metto la mano qui, il piede la, poi la mano li …".
Riesce a salire in posti dove non ti aspetti.
Riesce a salire da sola sulle sedie e poi prosegue ad arrampicarsi sulla spalliera della sedia.
Senza separare le variabili.
Parlavo ieri di come apprendono i bimbi.
C'è un gioco che abbiamo comprato che mi fa ritornare sull'argomento.
Nel gioco ci sono dei bottoni a forma di triangolo verde, quadrato rosso, cerchio giallo e stella blu
che quando premuti fanno sentire una voce che descrive il bottone stesso: "quadrato rosso", ecc.
Il gioco è previsto per imparare piano piano forme e colori.
La cosa interessante è che si mischiano i due concetti
ed ogni bottone e diverso dagli altri SIA per forma CHE per colore.
Si potrebbe pensare che separare i due apprendimenti, forme e colori,
possa risultare più semplice. Si potrebbe pensare che dire solo la forma del bottone
o dire solo il colore del bottone semplifichi il problema di comprendere il senso delle parole
e che perciò renda più facile l'apprendimento.
Chi ha pensato il gioco invece sa bene che la riduzione dei problemi in problemi più piccoli
non è sempre la miglior scelta con i bambini.
Il cervello, incrociando informazioni di ogni genere, e raccogliendo informazioni in ogni momento,
riesce a districarsi anche quando ci sono più nozioni che si sovrappongono
ed, anzi, probabilmente preferisce questa situazione perché rende l'apprendimento più ricco.
Mi viene da pensare ai grandi sistemi informatici di oggi,
tipo il sistema di ricerca di informazioni di Google.
Sistemi del genere si trovano nelle condizioni di dover estrapolare il senso delle pagine web
in mezzo a miliardi di variabili.
Ci riescono solo con una potenza di calcolo enorme e sfruttando la presenza in rete di
una quantità di dati mostruosa che fa si che anche piccoli schemi semantici
diventino apprezzabili.
Il nostro cervello riesce a fare la stessa avendo a disposizione molti meno dati.
Giochi di bambini.
Sempre di più i giochi che i bimbi fanno sono giochi di bambini
e non più giochi di neonati.
Questo rende le giornate più facili.
E' più facile intendersi e comincio a ritrovare il divertimento che ho sempre provato
a giocare con i bambini. Mi sembrava, e la cosa mi metteva in seria crisi, di averlo perso.
Ninne nanne.
Giusto per nostro ricordo, queste sono le principali
ninne nanne che abbiamo usato col passare dei mesi:
"In the jungle, the mighty jungle ..."
ah ah ah ... oh oh oh (semplicemente le vocali A ed O ripetute in questo modo)
"Un elefante si dondolava ..."
"Estamos invitados a tomar el tè ..." (canzone di Maria Elena Walsh)
"Fischia il vento ... "
"Bella Ciao"
ah ah ah ... oh oh oh (la più usata, anche su loro richiesta che se la cantano da soli)
giovedì 3 gennaio 2013
Si apprende: una giraffa viola con il collo corto.
Si apprende nel caos.
Si apprende passando velocemente da una cosa a un'altra.
Si apprende facendo più cose alla volta.
Si apprende saltando avanti e indietro. Tra le pagine di un libro.
Si apprende saltando avanti e indietro. Sulle gambe.
Si apprende facendo altre cose lungo il cammino.
Si apprende distraendosi.
Si apprende senza giocattoli.
Si apprende dalle cose difficili e con tante variabili.
Si apprende dalle informazioni non organizzate e non semplificate.
Si apprende senza seguire un filo, senza essere lineari, senza essere sequenziali.
Si apprende senza ragionare.
Si apprende se non si perde tempo a ragionare.
Si apprende tentando la via più semplice.
Si apprende senza seguire i passi previsti.
Si apprende collegando idee come in una ragnatela.
Si apprende senza porsi mete.
Si apprende senza metodo apparente.
Cosi si apprende da piccoli.
Solo cosi si può apprendere ciò di cui non si conosce neanche l'esistenza.
E lo si apprende cosi bene che non si sa neanche di averlo appreso.
Chissa quali cose fantastiche apprende il nostro cervello
e noi neanche lo sappiamo.
Mentre noi vediamo che un bambino impara a fare il verso della mucca ...
quel bambino ha imparato a riconoscere le forme fondamentali di una mucca,
ha imparato che esistono tanti tipi di animali anche senza averli visti dal vivo,
ha imparato che ci sono somglianze e differenze tra gli animali,
ha imparato a riconoscere una mucca vista da ogni lato ed in qualunque condizione,
ha imparato che gli esseri umani possono imitare altri animali,
ha imparato che l'imitazione del verso può essere molto diversa dal verso stesso, ....
Ha imparato tutto questo è molto altro di cui non ci rendiamo nemmeno conto.
La capacità di organizzarsi del cervello umano è veramente sorprendente.
I bimbi hanno visto relativamente poche immagini di giraffe.
Eppure sanno riconoscerle.
Compresa, per esempio, una giraffa viola con il collo corto.
_________________________
Modi di apprendere.
Pensiero divergente: se sei una persona normale sai trovare 10 usi per una graffetta;
se sei una persona con pensiero divergente di usi per una graffetta ne trovi 100 o più.
I bambini hanno un pensiero molto più divergente rispetto agli adulti.
Linda mi sembra molto propensa al pensiero divergente.
Dopo aver scoperto che gli oggetti si possono infilare ed incastrare tra di loro
si è messa a provare ad incastrare ed infilare qualunque cosa.
Luca mi sembra avere un tipo di pensiero molto pià maschile, molto più convergente.
Se c'è un problema da risolvere, bisogna risolverlo.
Luca è molto bravo nella manipolazione e nell'uso delle dita.
Linda è attratta da peluche, bambolotti, animali e pellicce.
Luca è attratto da meccanismi, elettrodomestici e macchinari.
Linda ama imitare, suoni e gesti.
Luca è attratto dai meccanismi anche nei giochi.
Linda è attratta dai meccanismi della vita reale.
...
Maschi e femmine sono già molto diversi come modi di fare
fin da questa età.
E, devo ammettere, capire i modi di procedere delle donne
mi mette talvolta in crisi. E qualcosa su cui sto lavorando ...
Si apprende passando velocemente da una cosa a un'altra.
Si apprende facendo più cose alla volta.
Si apprende saltando avanti e indietro. Tra le pagine di un libro.
Si apprende saltando avanti e indietro. Sulle gambe.
Si apprende facendo altre cose lungo il cammino.
Si apprende distraendosi.
Si apprende senza giocattoli.
Si apprende dalle cose difficili e con tante variabili.
Si apprende dalle informazioni non organizzate e non semplificate.
Si apprende senza seguire un filo, senza essere lineari, senza essere sequenziali.
Si apprende senza ragionare.
Si apprende se non si perde tempo a ragionare.
Si apprende tentando la via più semplice.
Si apprende senza seguire i passi previsti.
Si apprende collegando idee come in una ragnatela.
Si apprende senza porsi mete.
Si apprende senza metodo apparente.
Cosi si apprende da piccoli.
Solo cosi si può apprendere ciò di cui non si conosce neanche l'esistenza.
E lo si apprende cosi bene che non si sa neanche di averlo appreso.
Chissa quali cose fantastiche apprende il nostro cervello
e noi neanche lo sappiamo.
Mentre noi vediamo che un bambino impara a fare il verso della mucca ...
quel bambino ha imparato a riconoscere le forme fondamentali di una mucca,
ha imparato che esistono tanti tipi di animali anche senza averli visti dal vivo,
ha imparato che ci sono somglianze e differenze tra gli animali,
ha imparato a riconoscere una mucca vista da ogni lato ed in qualunque condizione,
ha imparato che gli esseri umani possono imitare altri animali,
ha imparato che l'imitazione del verso può essere molto diversa dal verso stesso, ....
Ha imparato tutto questo è molto altro di cui non ci rendiamo nemmeno conto.
La capacità di organizzarsi del cervello umano è veramente sorprendente.
I bimbi hanno visto relativamente poche immagini di giraffe.
Eppure sanno riconoscerle.
Compresa, per esempio, una giraffa viola con il collo corto.
_________________________
Modi di apprendere.
Pensiero divergente: se sei una persona normale sai trovare 10 usi per una graffetta;
se sei una persona con pensiero divergente di usi per una graffetta ne trovi 100 o più.
I bambini hanno un pensiero molto più divergente rispetto agli adulti.
Linda mi sembra molto propensa al pensiero divergente.
Dopo aver scoperto che gli oggetti si possono infilare ed incastrare tra di loro
si è messa a provare ad incastrare ed infilare qualunque cosa.
Luca mi sembra avere un tipo di pensiero molto pià maschile, molto più convergente.
Se c'è un problema da risolvere, bisogna risolverlo.
Luca è molto bravo nella manipolazione e nell'uso delle dita.
Linda è attratta da peluche, bambolotti, animali e pellicce.
Luca è attratto da meccanismi, elettrodomestici e macchinari.
Linda ama imitare, suoni e gesti.
Luca è attratto dai meccanismi anche nei giochi.
Linda è attratta dai meccanismi della vita reale.
...
Maschi e femmine sono già molto diversi come modi di fare
fin da questa età.
E, devo ammettere, capire i modi di procedere delle donne
mi mette talvolta in crisi. E qualcosa su cui sto lavorando ...
martedì 1 gennaio 2013
Proteggere la calma.
E' giunto il momento della calma.
E' giunto il momento di proteggere la calma.
E' venuto l'inverno. L'inverno di giorni uguali e di lavoro.
Per crescere, per dare corpo e spessore al cammino fatto.
Avevamo tenuto la rotta il più possibile.Poi i venti e le ondate ci avevano sbatacchiato in qua e in la.
Adesso non sappiamo bene dove siamo.
Speriamo che le tempeste passate non ci abbiano rimandato troppo indietro.
Ma forse non ha importanza dove siamo, ma come siamo.
La rotta e da ripensare.
E forse, il mare stesso ci dirà dove è meglio andare.
Noi ci lasceremo guidare.
L'importante è proteggere la calma
per dare a ciascuno la possibilità di trovare i suoi tempi ed i suoi spazi.
Il resto verrà da sè.
________________
I bimbi sono bimbi ormai.
Ci si ragiona.
Capiscono.
E' stato un cambiamento fulmineo.
Da neonati cresciuti a bambini che sanno del mondo.
Nel loro piccolo, ma sanno del mondo.
Sanno della lavatrice, del frullatore, del cacciavite, della spina della corrente ...
delle macchine, del semaforo, dello scivolo, ...
del cane, del gallo, del pinguino, ...
della giacca, del cappello, ...
Sanno del pane e dell'arancia.
Ed hanno i loro pensieri e gusti a riguardo.
Sanno soprattutto degli affetti.
E proteggere la sensibilità dei loro affetti
è una missione delicatissima che può fare paura.
Per questo è giunto il momento della calma.
Per proteggere la loro sensibilità.
_________________
E' giunto il momento di proteggere la calma.
E' venuto l'inverno. L'inverno di giorni uguali e di lavoro.
Per crescere, per dare corpo e spessore al cammino fatto.
Avevamo tenuto la rotta il più possibile.Poi i venti e le ondate ci avevano sbatacchiato in qua e in la.
Adesso non sappiamo bene dove siamo.
Speriamo che le tempeste passate non ci abbiano rimandato troppo indietro.
Ma forse non ha importanza dove siamo, ma come siamo.
La rotta e da ripensare.
E forse, il mare stesso ci dirà dove è meglio andare.
Noi ci lasceremo guidare.
L'importante è proteggere la calma
per dare a ciascuno la possibilità di trovare i suoi tempi ed i suoi spazi.
Il resto verrà da sè.
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I bimbi sono bimbi ormai.
Ci si ragiona.
Capiscono.
E' stato un cambiamento fulmineo.
Da neonati cresciuti a bambini che sanno del mondo.
Nel loro piccolo, ma sanno del mondo.
Sanno della lavatrice, del frullatore, del cacciavite, della spina della corrente ...
delle macchine, del semaforo, dello scivolo, ...
del cane, del gallo, del pinguino, ...
della giacca, del cappello, ...
Sanno del pane e dell'arancia.
Ed hanno i loro pensieri e gusti a riguardo.
Sanno soprattutto degli affetti.
E proteggere la sensibilità dei loro affetti
è una missione delicatissima che può fare paura.
Per questo è giunto il momento della calma.
Per proteggere la loro sensibilità.
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