Con Linda e Luca ...: Foto Posts Libri
Scuola: Cabri - Disegni - Sketchup

giovedì 26 gennaio 2012

Appunti 12


Ancora appunti ...
forse riuscirò a mettermi in pari.
Scrivo di notte come sempre
e non riesco a mettere tutti i dettagli di forma e di contenuto che vorrei.
Però i pensieri sono li.

"Ahhohh" ... "Nghé" ...
Il loro imparare a produrre dei suoni con la voce.
La curiosità, la voglia, la gioia, l'interesse, l'impegno,
che ci mettono.
La timidezza. L'eccitazione.
La felicità quando ci riescono,
l'attenzione quando ascoltano.
I sorrisi quando festeggiano le loro stesse conquiste.
Tutto questo è tra le cose più belle
che sono venute fuori fin'ora.
Mi emoziona profondamente.



Caos.
Continuavo a cercare di uscire dal caos.
Dal caos prodotto dai bimbi.
Continuavo a cercare un percorso lineare
in cui si capisce tutto quello che sta succedendo.
Immaginavo che una volta raggiunto
tale stato di calma
e una volta raggiunto un processo lineare di crescita
avrei potuto godermi i bimbi a pieno.
Avrei vissuto a pieno il loro essere bimbi.

Poi piano piano ho accettato che non era possibile.
Ho accettato di essere più elastico,
meno lineare, meno razionale,
meno esigente con me e con loro,
più disposto ad accettare la casualità ed il caos.
E mi sembrava di stare rinunciando alla
possibilità di godermi a pieno quello che loro sono.

Poi d'un tratto mi sono reso conto
di una ovvietà.
Nell'apparente caos, nell'apparente casualità,
nei processi a noi non comprensibili
ci sono i bimbi per quello che sono davvero
e nell'accettare tutto ciò
me li stavo già godendo per i bimbetti che sono.
Ci stavo già dentro.



Molto diversi. "Ahhohh" anche io.

E' ovvio ed evidente ormai.
Ma voglio ridirlo.
Luca e Linda sono molto diversi.
Come aspetto, basta vedere le foto.
Come comportamenti.
Questa estrema diversità tra di loro
rende le cose molto interessanti.
Questa estrema diversità è divertente e stimolante per noi.
Ed è molto stimolante per loro.


Recentemente Luca ha imparato
a ripetere "ahhohh" e "nnghè".
Linda sembrava disinteressata all'inizio.
Poi ha iniziato ad ascoltare incuriosità e perplessa.
Un po' di nascosto.
Poi ieri,
senza preavviso,
in una pausa del biberon,
se n'è uscita anche lei con un chiaro "Ahhohhh !!!".



Pianto ed ansimare.
Il pianto e l'ansimare di un bimbo
riescono in certi momenti
a trasmettere un forte stato di ansia.
Bisogna davvero sentirsi tranquilli e puliti
per evitare di diventare ansiosi
difronte ad un bimbo che piange.

Quando Luca piagnucola
perché non riesce a dormire
mi diventa impossibile scrivere.

Senza più volermene.
Sento che non posso più volermene per qualunque mio errore del passato.
Sento che non c'è nulla di cui dovrei vergognarmi.
Perché il passato è diventato passato.
E' un ricordo.
E' andato via.
Non può tornare adesso che tutto è cambiato.

Il passato è passato.
Come è normale che sia.

Ai dinosauri.
Ai professorei che sono rimasti al 1800
come modo di fare scuola
e come modo di pensare i bambini ed i ragazzi.
Ai professori che negano che
una scuola diversa sia possibile,
che negano che una scuola migliore sia possibile,
dico che dietro a chi pensa il contrario
c'è ricerca, c'è sperimentazione, ci sono risultati.
Ai professori dinosauri
dico che stanno per estinguersi.

Dimensioni.
Ho fatto molte foto ai bimbi in questi mesi.
Ultimamente un po' meno
perché la luce è peggiore ed è diventato più difficile trovare i momenti adatti.



- La fotografia mette in due dimensioni il nostro mondo a tre dimensioni.

Per fare una buona foto
bisogna scegliere qualcosa che si presti ad essere messo in due dimensioni.
Bisogna scegliere l'angolazione giusta dalla quale
il soggetto fotografato si presta ad essere appiattito meglio,
ossia in maniera più armonica.
Bisogna allinearsi con i naturali assi e piani di simmetria dell'oggetto.

Ci vuole poi uno sfondo pulito che non confonda la lettura
del soggetto in primo piano e ci vuole una buona luce.

- I bimbi (e gli animali in genere) sono in grado di percorrere il processo inverso:
vedono immagini bidimensionali e ne interpretano gli oggetti rappresentati
come oggetti tridimensionali.
E' un processo per nulla banale che
richiede ai piccoli vari mesi per essere affinato.
In questo momento per Linda e Luca
questa capacità di interpretazione del mondo
sembra molto migliorata.

- Simultaneamente c'è qualcos'altro che diventa sempre più tridimensionale.

Se vediamo un volto possiamo
in primissima istanza approssimarlo con il triangolo
formato dagli occhi e dalla bocca come vertici.
E' grazie a queste caratteristiche fondamentali che
i bimbi iniziano a riconoscere i volti.
Il triangolo è un oggetto bidimensionale.
Ma ben presto il triangolo diventa un tetraedro (ossia una piramide a base triangolare),
in uno spazio tridimensionale,
grazie al fatto che la mente
costituisce ben presto per i bimbi
un quarto vertice non visibile ma intuito.

- Un processo simile da due dimensioni a tre dimensioni
avviene tra contatto di pelle ed ascolto della voce.
Per molte settimane da parte dei bimbi
la percezione del mondo avviene in gran misura
grazie al contatto di pelle, o attraverso i vestiti.
Poi piano piano il corpo di chi li accudisce
acquista volume via via che i bimbi affinano la capacità di ascoltare
con precisione la voce e le parole.

Credo ci sia ancora molto spazio
per ragionare dietro a questi processi
e che farlo potrebbe essere molto interessante.

Pavlov sono loro.
Luigi mi ha fatto osservare che
nell'accudimento dei bimbi
le teorie di Pavlov sono perfettamente esatte
ed applicabili.
I bimbi giocano il ruolo di pavlov
ed io e Maria Carla siamo quelli che vengono
sempre più sottoposti all'apprendimento di riflessi condizionati.
Ad ogni tipo di pianto abbiamo
imparato ad associare la risposta esatta
ed a farlo nel minor tempo possibile.

Per Linda, quella grande.
Linda quella grande è appassionata di neonatologia.
Seriamente appassionata.
Allora io l'anno scorso avevo suggerito
di interpretare il suo nome LINDA come sigla:
Linda Imparerà Neonatologia Da Adulta.
Giocando con questa idea avevamo fatto anche GUZMAN:
Guzman Usa Zuccherosi Metodi Alternativi Nuovi.

In 4.
A volte mi rendo conto
che tutt'a un tratto siamo QUATTRO.
Con le gioie, i problemi e le difficoltà
di quattro persone
che devono vivere, mangiare, dormire, passeggiare ...
fare tutto insieme.

Tempesta.
Ci sono stati periodi, e forse ci saranno ancora,
di tempeste ormonali e tempeste umorali.
Di paure profonde, di preoccupazioni.
Momenti in cui uno si rende conto
dell'enorme responsabilità:
la loro crescita, il loro sviluppo,
il loro benessere psichico,
la loro stessa vita ... nelle nostre mani.


Fare la mamma.
Con questo fatto che sono gemelli
ho avuto modo di fare in qualche modo la mamma.
Faccio tutto a casa per i bimbi.
Ventiquattt'ore su ventiquattro.
Tranne allattare al seno ovviamente.
E, sarà anche il fatto che sono un uomo,
ma non credo che sia per quello,
devo dire che fare la mamma è un mestiere
davvero impegnativo.
Devo dire brave alle donne che riescono
a essere buone mamme.

Ruolo del padre.
In qualche modo sta emergendo piano piano
anche il mio ruolo di padre.
Non mi è ben chiaro ancora cosa e come sarà
questo ruolo, ma avverto che sta emergendo.
Lo avverto quando Luca e Linda
mi riconoscono come colui atto a mostrare loro
la casa ed il mondo ...
Mi chiedo cosa diventerà questo ruolo ...


Negretta.
Linda, a me, sembra una negretta o forse una scimmietta.
Scura di capelli, pelle ed occhi.
Con una certa peluria sulla schiena.
Mi piace questo fatto.

Insisto.
Avverto che il mondo dei bimbi
è un mondo che viene percepito come troppo lontano e troppo sconosciuto
dalla nostra cultura.
C'è sempre l'idea che i bimbi
piano piano devono adeguarsi al mondo ed ai pensieri degli adulti.
A me piace provare in tutti i modi
ad essere io a dovermi adeguare al loro mondo.
Ai loro pensieri oltre che alle loro richieste ed esigenze.

Se fossi perfettamente sano.
In passato mi capitava
di pensare "se fossi perfettamente sano dal punto di vista psichico,
in questa situazione farei così". E poi non riuscivo a farlo.
Adesso penso ... "beh ... se farei così ... allora facciamolo".

Difesa.
Continuiamo, io e Maria Carla,
ad avvertire il nostro ruolo di leoni riguardo alla difesa dei bimbi.
Forse siamo iper-protettivi,
ma quando avvertiamo interferenze che non ci piacciono
viene ancora fuori il leone.

2 commenti:

Linda ha detto...

Neonatologia!! :) <3

Guzman Tierno ha detto...

ciao Linda!!!

guz.