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Scuola: Cabri - Disegni - Sketchup

martedì 24 gennaio 2012

Non si parla dei pensieri

Ci sono libri.
Ci sono incontri.
Ci sono trucchi.
Ci sono soluzioni.
Ci sono attrezzature di ogni tipo.
C'è tutto in giro per i bambini piccoli.
Tutto dal punto di vista materiale
o al limite dal punto di vista fisiologico.
Ma.

Ma non si parla dei pensieri.
Non si parla dei pensieri dei bimbi piccoli.
Non si raccontano le dinamiche che avvengono nella loro mente.
Non si interpretano gli effetti delle dinamiche che avvengono nella loro mente.

Questa è la mia sensazione.
Non si parla in giro dei pensieri dei bambini.
Non li si conosce.
Non si sanno interpretare.

E perché?

Per due motivi:
- c'è una diffusa cultura che dà valore di pensiero
solo al pensiero verbale dal quale restano esclusi i pensieri dei bimbini piccoli.
- c'è una diffusa cultura che dice che il dentro degli uomini,
a lasciarlo libero, è pericoloso e che esseri umani si diventa davvero
solo quando arriva la ragione a contenere il mostro (vedi post precedente).

Brutta cultura. Davvero brutta.

E quando uno ha a che fare con i bambini piccoli
si sente solo e sperduto perché
in giro non è diffusa, anche se esiste,
una precisa teoria sull'insorgere della realtà psichica negli esseri umani
e sulle dinamiche psichiche dei bambini piccoli.

guzman.



Ciao Giovanna,
grazie per il tuo commento di ieri.



4 commenti:

giovanna ha detto...

Guuz,
ti dico subito: ma no! Non mi piace questo tuo tratto pessimistico e/o questo tuo essere preso da sconforto, non devi assolutamente!
Non sono esperta sulle dinamiche psichiche dei bambini piccoli, posso dirti solo come la penso. Si tratta ovviamente di osservazioni molto pragmatiche, non da studiosa di psicologia:
pur convinta di quanto ho detto nel commento precedente, io credo che l'uomo che il bambino sarà domani sia strettamente condizionato dai fattori ambientali. Il clima che egli 'respira' appena apre gli occhi, gli stimoli che egli riceve, gli esempi che gli si offrono, l'azione *educativa* nei suoi confronti.
E parlo di educazione nel suo significato etimologico: e-ducere, condurre fuori.
Ma che ti dico a fare queste cose? A te che già sei un maestro nell'e-ducere! Lo fai con i tuoi alunni e come se lo fai. Che problemi hai con i tuoi figli? Capisci il mio categorico 'no' iniziale??? :-)
E ancora il significato di educazione come formazione, istruzione... I tuoi figli sono fortunati, ne convieni?
Io credo abbiano tutte le carte per essere, e anche diventare delle buone persone.
E anche per diventare "mostri"! Ma di bravura! :-)) Dài, vogliamo un po' sorridere?!?

E comunque sulle tue interessanti riflessioni mi riprometto di 'indagare', di cercare di approfondire! ... poi ti dirò.. :-)

abbraccio a te e MC! Baci baci a quelle meravigliose creature!

g

Guzman Tierno ha detto...

Ehi Gio,
ma non c'era nessuna vena pessimistica nel mio post,
era solo una critica al fatto che mi pare che in giro non ci sia abbastanza attenzione ai pensieri dei bambini.
Ma io sto bene,
non sono in crisi per questo,
mi piacerebbe solo
che l'interesse per i pensieri dei bambini fosse più diffuso.
"solo e sperduto"
non si riferisce a me,
ma a molti che ho visto ieri all'incontro dei neogenitori,
forse dovevo chiarirlo.

:)
comunque mi interessa quello che scrivi nel commento,
ciao,
guz.

giovanna ha detto...

ah ecco,
era da chiarire! Non potevo immaginare parlassi di altri neogenitori :-) e ti ho sentito un pochetto triste!
ookkk!

g

Guzman Tierno ha detto...

hai ragione,
non riesco a essere molto lineare quando scrivo la notte ... :)

ciao,
guz.